“Basta provvedimenti-tampone “del giorno dopo”. Subito un tavolo per partire dalle azioni concrete e immediatamente eseguibili”
Seren del Grappa, 06/08/2026 – La gravissima crisi idrica che stiamo vivendo impone una riflessione seria e, soprattutto, decisioni non più rinviabili. Non possiamo limitarci a gestire l’emergenza con provvedimenti-tampone: è arrivato il momento di affrontare le cause strutturali del problema con una visione di lungo periodo».
È quanto afferma il sindaco di Seren del Grappa, Dario Scopel, che interviene sul tema della siccità e della gestione della risorsa idrica, evidenziando alcune priorità sulle quali, a suo giudizio, è necessario aprire un confronto immediato tra tutti gli enti coinvolti.
“Chiunque percorra in questi giorni la fascia pedemontana – osserva Scopel – non può fare a meno di notare come in molte aree l’irrigazione dei vigneti e dei campi di mais avvenga ancora con sistemi a pioggia, che comportano un’evidente dispersione dell’acqua e un scarsa efficienza, non più compatibile con la situazione che stiamo vivendo. È necessario ripensare profondamente il modo in cui utilizziamo la risorsa idrica, puntando su sistemi moderni, programmabili e decisamente più efficienti”.
Per il primo cittadino di Seren del Grappa, la prima risposta deve riguardare proprio la revisione dei sistemi irrigui. “L’irrigazione non può continuare a cadere dall’alto, con sprechi significativi di una risorsa sempre più preziosa. Dobbiamo investire su reti sotterranee o superficiali che consentano un’erogazione modulabile, controllata e programmata, capace di ridurre al minimo le dispersioni e di garantire un utilizzo molto più razionale dell’acqua”.
Accanto a questo, Scopel richiama un secondo intervento ritenuto altrettanto prioritario: il recupero della capacità di invaso dei bacini montani.
“Non credo che oggi la priorità sia costruire nuovi invasi o nuovi bacini. Prima di consumare altro territorio dobbiamo recuperare e valorizzare ciò che già esiste. Gran parte degli invasi presenti nei nostri territori ha progressivamente perso capacità di accumulo a causa dei detriti depositatisi nel corso degli anni. In molti casi una parte consistente del volume disponibile è stata occupata da materiale trasportato dai torrenti, riducendo drasticamente la quantità d’acqua che potrebbe essere trattenuta. Ripristinare la piena capacità di questi bacini significherebbe aumentare in modo importante la disponibilità della risorsa senza realizzare nuove opere, con benefici evidenti per tutto il territorio”.
Secondo il sindaco, il problema non può essere affrontato dai singoli Comuni, ma richiede una cabina di regia ampia e condivisa.
“Serve un progetto di rete che coinvolga Regione, Consorzi di bonifica, Comuni della montagna e della pianura, gestori della risorsa idrica e tutti gli enti interessati. L’acqua è un bene comune e come tale deve essere gestita. La montagna svolge una funzione fondamentale per l’intero sistema idrico veneto e non può essere lasciata sola. Non è accettabile che a pagare il prezzo più alto siano sempre e soltanto le comunità montane, che in questi giorni vedono rifugi ormai a secco, allevamenti costretti a razionare l’acqua agli animali e campi della media montagna e delle vallate in gravissima difficoltà, senza contare i gravissimi danni d’immagine che tutto questo provoca anche sul piano turistico”.
Scopel conclude con un appello alle istituzioni affinché si passi rapidamente dalle analisi alle decisioni.
“Non è più tempo di procrastinare. Occorre con urgenza un tavolo istituzionale che riunisca tutti i soggetti interessati e assuma decisioni concrete già in vista delle prossime stagioni. La crisi climatica ci impone di cambiare approccio: continuare a rincorrere le emergenze non basta più. Servono investimenti, programmazione e una strategia condivisa che migliori l’efficienza dei sistemi irrigui, recuperi la piena funzionalità degli invasi esistenti e garantisca un futuro all’agricoltura, ai territori montani e all’intero sistema idrico del Veneto”.



