«Inaccettabile gravare su ceto medio e famiglie in difficoltà mentre le società a partecipazione pubblica registrano
utili milionari»
Nuova polemica nel Bellunese sul caro-tariffe che colpisce i servizi essenziali. Alleanza Verdi e Sinistra (Avs) alza la voce contro i rincari decisi da Dolomitibus e Sib, definendo la linea adottata dalle società a capitale misto pubblico-privato un vero e proprio “salasso” per famiglie, pensionati, lavoratori e studenti.
Il leitmotiv delle partecipate: privatizzare i profitti e socializzare le perdite
La situazione emersa negli ultimi giorni attorno agli aumenti tariffari nel territorio bellunese ripropone con forza un tema centrale: la direzione intrapresa negli ultimi decenni dalle società miste che gestiscono servizi pubblici essenziali. Secondo Avs, la logica di fondo resta immutata e penalizzante per la cittadinanza, orientata a massimizzare e privatizzare i profitti, scaricando invece le eventuali perdite sulla collettività.
- Sib (Servizio idrico) Aumento del 17,5% in quattro anni
Famiglie e lavoratori chiamati a coprire i costi di manutenzione dell’acquedotto nonostante fondi accantonati per quasi 100 milioni.
- Dolomitibus (Trasporto pubblico)
Nuovi rincari tariffari e sovrapprezzo per l’abbonamento 12 mesi
Utili milionari a fronte di tagli alle corse, carenza di organico e scarse tutele per i pendolari e i lavoratori Luxottica.
- Il caso Sib: bollette più pesanti nonostante 100 milioni accantonati
Nel mirino di Sinistra Italiana vi è in primo luogo la Sib, la cui tariffa registrerà un incremento complessivo del 17,5% nell’arco di quattro anni. Un incremento giudicato insostenibile per i bilanci domestici, chiamati a farsi carico degli ingenti costi legati alla manutenzione dell’acquedotto.
Ciò che rende la misura particolarmente indigesta, sottolinea la nota di Avs, è l’esistenza di alternative concrete e già a disposizione: l’ente dispone infatti di fondi accantonati per quasi 100 milioni di euro, ai quali si sommano le opportunità di accesso a contributi specifici sia statali che regionali.
Dolomitibus tra utili milionari, tagli alle corse e disagi per i pendolari
Analoga preoccupazione viene espressa per il fronte del trasporto pubblico locale gestito da Dolomitibus.
L’azienda, pur vantando negli ultimi anni bilanci in attivo con utili milionari, sceglie la via degli aumenti tariffari anziché investire nel rilancio del servizio provinciale. I rincari colpiscono in modo particolare il mondo del lavoro e della scuola, evidenziato anche dal sovrapprezzo richiesto agli studenti per convertire l’abbonamento da 10 a 12 mesi.
Il quadro si inserisce in un trend di progressivo depotenziamento attivo dal 2020, anno in cui Dolomitibus ha avviato la riorganizzazione e la soppressione di corse ritenute economicamente non sostenibili o penalizzate dalla cronica carenza di personale. Tra queste rientrano anche alcune tratte urbane a Belluno, parzialmente rimpiazzate dal servizio a chiamata “Trillo”.
«La digitalizzazione dei servizi, paventata come investimento dalla presidenza, non può nascondere il fatto che nulla si fa per le urgenze reali: dall’implementazione dell’organico all’attrattività per i lavoratori fuori provincia, fino a un piano di rilancio per le periferie e le fasce orarie scoperte come la notte».
La proposta di Avs: “Prendere esempio dall’Emilia-Romagna per gli studenti”
Mentre la Regione Veneto accantona risorse consistenti – quantificate in circa 130 milioni di euro –, da parte di Avs sorge un interrogativo netto sul modello di sviluppo e di supporto alla montagna: perché non seguire l’esempio virtuoso dell’Emilia-Romagna, impiegando parte di questi fondi per garantire la gratuità totale degli abbonamenti agli studenti almeno nella provincia di Belluno? Una misura che rappresenterebbe un incentivo reale alla residenzialità e al contrasto allo spopolamento delle aree interne.
Incentivare l’uso dei mezzi pubblici dovrebbe rappresentare una priorità strategica per ragioni ambientali, di decongestionamento del traffico e di sostenibilità dei consumi. Tuttavia, la rotta impressa da Dolomitibus pare andare nella direzione opposta, come dimostrerebbe anche la scarsa attenzione riservata alle specifiche esigenze dei lavoratori Luxottica. L’appello conclusivo di Avs è tassativo: serve un’inversione di tendenza radicale nelle politiche tariffarie e di gestione dei servizi pubblici essenziali.



