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L’ex assessore provinciale Quinto Piol inchioda la politica alle sue responsabilità

Belluno, 30/07/2026 – Mentre i cittadini e i consiglieri di opposizione chiedono a gran voce correttivi immediati, una rimodulazione dei fondi e un tavolo di trattativa con l’azienda, Quinto Piol, già assessore provinciale alla viabilità, alza il livello dello scontro nel Gruppo Facebook “Belluno, attualità e politica” che ha oramai sfondato il muro dei 10mila iscritti, addebitando alla politica stessa la responsabilità di aver disegnato e tollerato un sistema di trasporto pubblico che, anziché garantire un diritto costituzionale alla mobilità in montagna, finisce per ubbidire alle logiche di profitto del partner privato.

L’osservazione di Quinto Piol (ex assessore provinciale alla mobilità e profondo conoscitore delle dinamiche di Dolomiti Bus) si inserisce come una voce critica e disincantata nel coro delle polemiche sollevate dai consiglieri Bortoluzzi e Calligaro e dalla lettera della madre bellunese.

Mentre la politica (Bortoluzzi e Calligaro) attacca l’attuale amministrazione provinciale (guidata da Marco Staunovo Polacco) per non aver condotto una trattativa “vera” con il gestore e la cittadina esprime lo sconcerto di una famiglia di fronte ai rincari a fronte di lauti utili aziendali, la posizione di Piol sposta il tiro sulla corresponsabilità della classe politica e sulla natura stessa del modello di gestione del Trasporto Pubblico Locale (TPL).

Il j’accuse alla politica di Quinto Piol

“Chi ha approvato i piani di esercizio”?

  • Il contesto: Bortoluzzi (ex delegato al TPL) e Calligaro puntano il dito contro l’attuale Ente di Governo per aver gestito male i dividendi e avallato i rincari. Piol ribatte con polemica tagliente (“Ben svegliati!!!”), ricordando che le criticità attuali non nascono oggi, ma sono il frutto di decisioni politiche stratificate nel tempo.

  • Il significato: Piol accusa gli amministratori (passati e presenti, compresi quelli che oggi protestano) di incoerenza. I piani di esercizio e i contratti che permettono questi meccanismi finanziari sono stati approvati nel tempo proprio da quegli enti politici che oggi fingono sorpresa o fanno opposizione.

Gli utili milionari e la logica del privato: “Utili dimostrano piani sbagliati”

  • Il contesto: Nel 2024 e nel 2025 Dolomiti Bus ha registrato utili consistenti (rispettivamente 1,9 e 2,7 milioni di euro). La polemica generale verte su come spendere questi soldi (se per sterilizzare i rincari o per potenziare le corse).

  • Il significato: Per Piol la presenza di “grandi avanzi” di bilancio in un’azienda di trasporto pubblico non è un trofeo da esibire, ma la prova provata di un fallimento programmato. Significa che le risorse pubbliche erogate (o le tariffe pagate dagli utenti) sono state sovrastimate rispetto ai servizi effettivamente resi, generando un surplus che avvantaggia il socio privato a discapito della collettività.

Il caso ProntoBus / Trillo: “Servizio a chiamata esclusivamente sostitutivo per risparmiare”

  • Il contesto: Nella lettera della lettrice emerge con forza il disagio legato all’introduzione del servizio a chiamata (chiamato Trillo), che ha sostituito le corse di linea tradizionali, creando incertezza e costringendo le famiglie a ripiegare sull’auto privata.

  • Il significato: Piol dà voce a questo malcontento smascherando la natura economica di questi servizi innovativi. Sostiene che i sistemi a chiamata non nascono per offrire un servizio più flessibile o moderno, ma come strumento di contenimento dei costi per tagliare le corse a minor carico e massimizzare il profitto del gestore privato, scaricando i disagi sui territori periferici e montani.