Venezia, 12/07/2026 – Si accende lo scontro politico in Consiglio regionale del Veneto attorno a una cifra che, nelle parole dell’opposizione, rischia di compromettere il futuro dei servizi pubblici regionali: 152.971.830,92 euro. Questa è la somma che, secondo la consigliera regionale Elena Ostanel, risulta attualmente accantonata e “inutilizzabile” nel bilancio regionale per coprire il deficit legato all’organizzazione delle Olimpiadi.
“Oggi in Veneto abbiamo più di 150 milioni di euro nel bilancio che sono fermi, inutilizzabili:
accantonati per coprire il deficit delle Olimpiadi”, dichiara la consigliera Ostanel (Gruppo Consiliare: Allenza Verdi e Sinistra)
La denuncia della consigliera è netta: la gestione economica di un grande evento sportivo starebbe sottraendo risorse vitali al welfare, alla sanità e all’istruzione. Ostanel non usa mezzi termini nel collegare direttamente questa gestione finanziaria alle criticità quotidiane vissute dai cittadini veneti: “Significa che per pagare la gestione fallimentare di un grande evento, noi
perdiamo servizi. Se aspettate troppo per una visita o se manca personale nei pronto soccorso è anche per questo”.
Un confronto eloquente
Per dare concretezza a una cifra di oltre 150 milioni di euro, Ostanel propone un parallelo di forte impatto sociale: “Per metterla in prospettiva, ci basti pensare che con quei soldi si potrebbero pagare ogni anno tutte le borse di studio degli universitari della nostra Regione. E avanzerebbero ancora 60 milioni di euro”.
Verso l’assestamento di bilancio
La questione è destinata a dominare il dibattito politico nelle prossime settimane. Entro la fine di luglio, il Consiglio regionale sarà chiamato al voto sull’assestamento di bilancio. In quell’occasione, la minoranza chiederà conto al Presidente della Regione e alla giunta, sollecitando un bilancio critico non solo sull’operato attuale, ma sull’intera linea politica degli ultimi vent’anni, accusata di aver privilegiato le grandi opere a scapito del tessuto sociale.
“Siamo di fronte al peso di scelte sbagliate – conclude Ostanel – ed è tempo di dire basta”.



