Buongiorno Signor Sindaco, le scrivo per manifestarle tutto lo sconcerto della Camera del Lavoro di Belluno per l’abbattimento degli alberi di viale Fantuzzi.
Riteniamo che sia una incomprensibile, dolorosa, inaccettabile distruzione di bellezza – il che può anche non essere un crimine ma di sicuro è una colpa.
Il paesaggio, l’ambiente che ci circonda e l’orizzonte abituale del nostro sguardo, fanno parte del patrimonio collettivo: sono dunque di tutti e come tali devono essere trattati.
Intervenire sul patrimonio pubblico richiede cura e attenzione e la fatica di condividere con gli altri, che beneficiano di quel patrimonio, i propri intenti e le ragioni di modifiche radicali dello stesso.
Parlare con i residenti, con i propri cittadini, organizzare assemblee pubbliche, incontri partecipati è un investimento di energie che una città può pretendere dai propri amministratori.
Si è scelto invece di procedere al taglio, chiudendo la circolazione senza nemmeno avvertire i servizi nella via (la Camera del Lavoro, i nostri servizi fiscali, il Patronato non sono stati avvisati), con le forze dell’ordine infastidite anche dalle più che legittime richieste di spiegazioni di cittadini scioccati e dispiaciuti.
Un’ordinanza emessa di sabato, un articolo sul giornale e il taglio quasi all’alba, hanno il sapore delle cose fatte di nascosto, non alla luce del sole: non spiegano, non consolano, non fanno capire e non mostrano alcuna visione progettuale per la città.
In un momento in cui, nel picco del calore estivo, tutti nel mondo ragionano sulla necessità di incrementare il verde urbano per rendere più vivibili le città preservandole dal caldo estremo, a Belluno da settimane cadono alberi e non si capisce davvero come questo possa essere considerato “Sviluppo Urbano Sostenibile”.
Ce lo spiega?
Denise Casanova
Segretaria Generale
Camera del Lavoro di Belluno



