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Tennis fermo a Falcade: sfuma anche la soluzione provvisoria per l’estate 2026

Falcade, tre anni di attesa e il tennis resta fermo. Il progetto da 190 mila euro non parte e per l’estate 2026 non ci sarà alcuna soluzione temporanea
Dopo oltre tre anni di annunci, un progetto ancora inserito nella programmazione comunale, due finanziamenti del Fondo Comuni Confinanti per complessivi 190 mila euro e una petizione popolare, il principale impianto tennistico della Piana di Falcade continua a rimanere inutilizzabile. L’Amministrazione comunale ha confermato che non verrà adottata alcuna
soluzione provvisoria in attesa della riqualificazione definitiva, che ad oggi non ha ancora una data certa di avvio.

Falcade, luglio 2026 – C’è una domanda che, con l’inizio della stagione estiva, cittadini e turisti continuano a porsi: quando si tornerà a giocare a tennis alla Piana di Falcade?
Una domanda semplice, ma che, dopo oltre tre anni, continua a non avere una risposta.
Nel frattempo il tempo passa e il campo continua a deteriorarsi.
Il fondo è ormai compromesso, con numerose buche e ghiaino che si solleva durante il gioco, rendendo l’impianto di fatto inutilizzabile.
Eppure il progetto per rifarlo esiste da anni.
La riqualificazione dell’area sportiva della Piana, con la sistemazione dei campi da tennis e la realizzazione di un nuovo campo da padel, è infatti ancora inserita nella programmazione del Comune di Falcade ed è sostenuta da un finanziamento complessivo di 190 mila euro, ottenuto attraverso due annualità del Fondo Comuni Confinanti: 90 mila euro riferiti all’annualità 2022 e ulteriori 100 mila euro sull’annualità 2024.

Nonostante le risorse previste e gli anni trascorsi, il progetto non è ancora arrivato alla fase operativa.
Nei mesi scorsi l’Amministrazione comunale aveva comunicato che il nuovo incarico di progettazione sarebbe stato affidato dopo l’approvazione del Rendiconto della gestione 2025. Il Rendiconto è stato approvato.
Ad oggi, però, il nuovo incarico non risulta ancora affidato e non è stato comunicato alcun cronoprogramma che consenta ai cittadini di conoscere quando inizieranno concretamente i lavori.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti.
Anche l’estate 2026 è iniziata senza che il principale impianto tennistico della Piana sia utilizzabile.
Una situazione che non si è creata improvvisamente.
Già nell’estate dello scorso anno gli allora gestori avevano cercato di mantenere in vita il campo intervenendo direttamente con lavori di manutenzione ordinaria, rattoppando le buche e rimuovendo il muschio.
Uno sforzo che aveva consentito di salvare temporaneamente la stagione, ma che oggi non è più sufficiente.
Nel settembre 2025 un gruppo di cittadini ha deciso di non restare a guardare, promuovendo una petizione popolare.
L’obiettivo non era bloccare il progetto, ma migliorarlo.
La richiesta era semplice: mantenere e sistemare gli attuali due campi da tennis e realizzare anche in più il nuovo campo da padel, evitando che la riqualificazione dell’area sportiva comportasse una riduzione dell’offerta tennistica.
Da quella petizione sono seguiti incontri, richieste formali, confronti con l’Amministrazione comunale e numerosi solleciti.
Nel tentativo di evitare che anche l’estate 2026 trascorresse senza un impianto utilizzabile, il promotore della petizione, insieme agli ex gestori del campo, ha inoltre avanzato alcune proposte temporanee. La prima prevedeva la posa di una pavimentazione modulare provvisoria.

Non si sarebbe trattato di un investimento destinato ad essere demolito con l’avvio del cantiere, ma di una struttura rimovibile e riutilizzabile, che avrebbe potuto essere successivamente ricollocata o impiegata per altri impianti sportivi comunali, evitando così che l’investimento andasse perduto.
Successivamente è stata avanzata anche un’ulteriore proposta: consentire l’utilizzo di almeno uno dei due campi esistenti durante il periodo di attesa del progetto definitivo.
Anche questa ipotesi non ha trovato accoglimento.
Nel corso degli ultimi confronti con gli amministratori comunali è stato infatti confermato che non verrà adottata alcuna soluzione temporanea, ritenendo prioritario concentrare ogni risorsa sul progetto definitivo.
Una scelta che rientra certamente nella discrezionalità dell’Amministrazione.
Ma che lascia aperta una domanda fondamentale.
Quando partirà realmente quel progetto?
Perché è proprio questo il punto.

Se il progetto fosse ormai prossimo all’avvio, probabilmente nessuno chiederebbe interventi provvisori.
Ma se il nuovo progettista non è ancora stato incaricato, se non esiste una data per la nuova progettazione e se non è stato comunicato alcun cronoprogramma dei lavori, il rischio concreto è che il campo rimanga inutilizzabile ancora per molto tempo.
Una prospettiva che appare ancora più difficile da comprendere osservando quanto Falcade abbia investito negli ultimi anni nello sport.
Il Comune ha riqualificato il campo da calcio, oggi sede dei ritiri precampionato di società professionistiche come Venezia FC e in passato anche Union Clodiense.
Il palazzetto dello sport ospita ormai da anni il ritiro estivo della Reyer Venezia, una delle realtà più importanti della pallacanestro italiana.
È previsto inoltre il rifacimento del campo da basket di via Trieste.
Gli impianti sciistici rappresentano da tempo un punto di riferimento per numerose nazionali italiane e straniere che scelgono Falcade per allenarsi.
Lo sport costituisce uno degli elementi centrali dell’offerta turistica del territorio.
Per questo sorprende che proprio il tennis, disciplina che negli ultimi anni sta vivendo una crescita senza precedenti grazie ai risultati straordinari di Jannik Sinner e dell’intero movimento italiano, sia oggi l’unico settore sportivo locale a vivere una situazione di completo stallo.

Va precisato che nel territorio comunale è presente anche un campo in terra rossa nella frazione di Caviola.
Si tratta tuttavia di una struttura diversa, per caratteristiche e collocazione, che non può sostituire il ruolo svolto dall’impianto della Piana, da sempre punto di riferimento per cittadini, turisti, corsi estivi e manifestazioni sportive.
Negli ultimi anni il tennis aveva infatti conosciuto una crescita significativa anche a Falcade.
I corsi estivi registravano una partecipazione sempre maggiore da parte di bambini, ragazzi, cittadini e turisti.
Il torneo amatoriale Falcade Dolomiti Slam, sostenuto da numerose attività economiche locali, era diventato un appuntamento sempre più partecipato, contribuendo a promuovere il territorio e ad animare la stagione estiva.
Anche il mese di giugno appena trascorso ha confermato come la richiesta di tennis sia tutt’altro che diminuita. Numerosi cittadini e turisti hanno continuato a chiedere informazioni sulla possibilità di utilizzare i campi, partecipare ai corsi estivi o semplicemente poter giocare durante il periodo di vacanza. Una domanda concreta che, allo stato attuale, non può essere
soddisfatta proprio a causa dell’inutilizzabilità dell’impianto della Piana.

Il promotore della petizione: “Il paradosso è evidente”
«Il paradosso è evidente», commenta Diego Costa, promotore della petizione. «Falcade è un Comune che ha sempre creduto nello sport e che negli ultimi anni ha investito in numerosi impianti. Ospita i ritiri precampionato di società professionistiche come il Venezia FC, accoglie da anni la Reyer Venezia per il ritiro estivo e dispone di impianti sciistici scelti ogni
inverno da numerose nazionali italiane e straniere. Proprio per questo sorprende che il tennis sia oggi l’unica disciplina che si trovi in una situazione di totale stallo.»
«In questi mesi abbiamo cercato di avanzare proposte concrete e costruttive. Insieme agli ex gestori abbiamo ipotizzato una soluzione temporanea con una pavimentazione modulare, che avrebbe avuto il vantaggio di essere completamente rimovibile e riutilizzabile anche in futuro, senza rappresentare un investimento destinato ad essere demolito con l’avvio del progetto
definitivo. Abbiamo inoltre proposto di valutare l’utilizzo di almeno uno dei campi esistenti durante il periodo di attesa. Purtroppo nessuna di queste ipotesi è stata accolta.»
«Non stiamo chiedendo di rinunciare al progetto definitivo, che riteniamo fondamentale.
Chiediamo però che, fino a quando quel progetto non diventerà realtà, non venga completamente abbandonata l’attività tennistica a Falcade. Negli ultimi anni il tennis stava crescendo anche qui, trainato dall’entusiasmo che questo sport sta vivendo a livello nazionale grazie ai risultati straordinari di Jannik Sinner. I corsi estivi coinvolgevano sempre più bambini, ragazzi, cittadini e turisti, mentre il Falcade Dolomiti Slam era diventato un appuntamento sempre più partecipato, sostenuto da numerose attività del territorio. Anche il mese di giugno appena trascorso ha dimostrato che la richiesta esiste: cittadini e turisti hanno continuato a chiedere quando i campi sarebbero stati disponibili. Oggi il problema non
è la mancanza di interesse, ma l’assenza di un impianto utilizzabile.»
«Quello che chiediamo oggi non è un miracolo, ma chiarezza. Se il Comune ritiene corretto non intervenire con alcuna soluzione temporanea perché esiste già un progetto definitivo, allora è giusto che ai cittadini venga indicato un cronoprogramma preciso e verificabile. Dopo oltre tre anni di attesa, sapere quando il tennis tornerà ad avere un impianto pienamente
funzionante a Falcade è una richiesta legittima.»
Perché oggi il problema non è più capire se il progetto verrà realizzato.
La domanda che cittadini e turisti continuano a porsi è una sola: quando tornerà ad essere possibile giocare a tennis alla Piana di Falcade?