Caro sindaco,
tempo fa ho descritto Belluno come la città del no, in quanto quasi tutte le decisioni assunte ultimamente dalla Giunta municipale hanno ricevuto analisi negative da parte di gruppi consistenti della popolazione.
Purtroppo constato che da parte sua la Giunta non mette in atto quanto aveva stabilito con delibere adottate e messe agli atti con tutti crismi dell’ufficialità, dopo un iter scrupoloso.
Mi riferisco all’adozione del Pums e del Pgtu in data 20 febbraio 2025, con formale delibera di GC n. 36 pubblicata il 27 febbraio 2025.
Infatti i documenti sono rimasti a disposizione dei cittadini per 60 giorni dalla pubblicazione, con scadenza di presentazione di eventuali osservazioni scritte fissata al 29 aprile seguente.
Non mi risulta siano state eserciate tali opzioni nel tempo consentito dalla legge, se non una osservazione della Fiab Belluno, ma datata 11 settembre 2025, quindi abbondantemente fuori tempo.
Le chiedo quindi a cosa sia dovuta questa “inerzia” nell’adottare il Piano, che, ricordo, è stato redatto sulla scorta di numerosi incontri aperti agli “stake holders” (inglesismo fastidioso per sostituire “i diretti interessati”) cui aveva partecipato pure il sottoscritto, con l‘intervento di due aziende qualificate, che vantano tra l’altro la redazione di piani analoghi in città ben più problematiche, come, ad esempio, Bologna: Redas Engineering e Net Mobility, con un costo se non erro di circa 90.000 €.
Domando come sia possibile che a distanza di ben oltre un anno non sia stato dato il via ad alcuna sperimentazione che era stata promessa e programmata.
Mi riferisco in particolare alla risoluzione del problema decennale del nodo “gorgiano” via Feltre, passaggio a livello di San Gervasio, viale Europa. Zona che sostiene il traffico giornaliero di oltre 20.000 veicoli.
Il Pums prevede espressamente la chiusura del passaggio a livello, che nei decenni ha creato code immense in entrata e uscita del passaggio, con incidenti vari, di cui alcuni mortali. Le Ferrovie da decenni sono d’accordo nella chiusura dello stesso.
In tale zona, tra l’altro, è prevista la realizzazione di una pista ciclabile, secondo le moderne politiche di viabilità alternativa.
In attesa di riscontro, pronto a giustificare nei dettagli le mie affermazioni, saluto cordialmente
Tomaso Pettazzi



