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Belluno, nuovo caso sugli alberi di viale Fantuzzi

Dopo la battaglia per i tigli di Via Feltre, Italia Nostra e Onda Veneto puntano il dito contro il nuovo progetto del Comune: “Abbattimenti ingiustificati in nome di una falsa transizione ecologica. Manca l’autorizzazione della Soprintendenza”.

Belluno, 05/07/2026 – La ferita di via Feltre non si è ancora rimarginata che a Belluno si apre un nuovo, acceso fronte di scontro sul patrimonio arboreo cittadino. A finire nel mirino di Italia Nostra e Onda Veneto è ora Viale Fantuzzi, teatro di un progetto di riqualificazione che, secondo le associazioni, nasconde un pesante “inganno” ai danni dell’ambiente e della memoria storica della città.

Il piano, inserito nel progetto “SISUS” (Azione 2.7.1 – “Infrastrutture verdi”), prevede la creazione di un corridoio ecologico che, stando alle critiche, apparirebbe quantomeno paradossale: si interverrebbe infatti pesantemente su un’infrastruttura verde che esiste già e che svolge correttamente la sua funzione da oltre settant’anni.

Il progetto prevede l’abbattimento di 24 alberi: 23 ippocastani storici e un tiglio. “Solo 11 di questi esemplari hanno una certificazione che attesta un rischio elevato di pericolosità”, denunciano le associazioni. “Ciò significa che ben 13 piante sane verranno sacrificate”. Al loro posto, l’amministrazione ha pianificato la messa a dimora di 32 giovani alberelli. Una sostituzione che, per gli ambientalisti, è inaccettabile: “Serviranno decenni prima che queste nuove piante possano restituire l’ombra e la qualità dell’aria che ci vengono sottratte oggi”. A ciò si aggiunge la polemica sulla scelta di installare “bat box” per i pipistrelli, giudicata come un palliativo rispetto alla distruzione dell’ecosistema consolidato.

Ma la contestazione non è solo di natura ambientale; entra nel merito legale. Viale Fantuzzi, essendo un viale storico esistente da oltre 70 anni, ricade sotto la tutela prevista dal Codice dei Beni Culturali (D.Lgs 42/2004). Qualsiasi modifica richiederebbe il parere preventivo della Soprintendenza. Eppure, secondo quanto emerso da un accesso agli atti effettuato dalle associazioni, l’ente di tutela non sarebbe mai stato interpellato. “La Soprintendenza ha confermato di non aver ricevuto alcuna richiesta di autorizzazione”, tuonano Italia Nostra e Onda Veneto.

Il tono delle associazioni è un appello diretto alla cittadinanza. Il concetto è chiaro: un albero storico non è un pezzo di arredo urbano sostituibile a piacere, ma un pilastro della biodiversità e della memoria collettiva. “Distruggere viali alberati con la scusa di tutelare la fauna locale è un insulto all’intelligenza di questa comunità”, scrivono, invocando una gestione del territorio basata su competenze tecniche rigorose e non su logiche politiche che ignorano il cambiamento climatico.

“La battaglia di via Feltre ha dimostrato che, quando i cittadini sono uniti e informati, il disastro può essere fermato”, concludono le sigle. L’obiettivo, ora, è ottenere trasparenza immediata su Viale Fantuzzi. La domanda che resta sospesa, in attesa di una risposta dall’amministrazione comunale, è se sia davvero necessario distruggere per rifare, o se ci sia ancora margine per correggere il tiro e conservare ciò che, di buono, la città ha già costruito nel tempo.