Venerdì 3 luglio la neonata rete “Palestina Anima Mundi” chiama a raccolta il Paese. Numerose le sigle bellunesi aderenti all’iniziativa di disubbidienza nonviolenta per chiedere la fine delle ostilità.
Belluno, 02/07/2026 – Si contano mille giorni. Mille giorni di guerra, di una crisi umanitaria senza precedenti a Gaza e di tensioni che non accennano a diminuire in Cisgiordania. Per mantenere alta l’attenzione su quanto sta accadendo in Medio Oriente e per invocare con forza la pace, la neonata rete nazionale “Palestina Anima Mundi” ha proclamato per venerdì 3 luglio 2026 una giornata di mobilitazione straordinaria.
La rete nasce in seguito alla presentazione dell’ultimo libro di Francesca Albanese, “La luce del risveglio. Dalla Palestina al mondo intero”, tenutasi lo scorso 19 giugno. L’evento, che ha visto la partecipazione in collegamento di 150 località italiane, ha gettato le basi per un coordinamento stabile di associazioni e singoli cittadini che, da tempo, si spendono a sostegno della causa palestinese.
L’obiettivo della mobilitazione è duplice: fare memoria delle vittime e denunciare la persistenza di una situazione che, secondo i promotori, ha superato ogni limite. La rete punta il dito contro il protrarsi delle operazioni militari e l’assenza di inchieste indipendenti riguardo agli eventi scatenati dalla strage di civili israeliani del 7 ottobre 2023.
Il Bellunese risponde con compattezza all’appello nazionale. Sono moltissime le realtà locali che hanno già ufficializzato la propria adesione, tra cui ACLI Belluno, ANPI Belluno, CGIL e FIOM, Emergency, Libera, il Comitato Palestina-Feltre, oltre a numerose associazioni attive nel campo della solidarietà, della cultura e del volontariato, come “Insieme Si Può…” Ong-Ets, Banca Etica e diverse realtà del mondo studentesco e politico.
Il cuore della giornata di venerdì sarà il digiuno nazionale. L’iniziativa non è solo un atto simbolico: i promotori invitano la cittadinanza a utilizzare il proprio corpo come strumento di “disubbidienza nonviolenta”. L’idea è quella di condividere, seppur in minima parte, le privazioni e la sofferenza vissute dalle popolazioni oppresse, trasformando la fame in un messaggio politico di protesta contro gli orrori della guerra.
In città saranno affisse locandine informative per sensibilizzare i passanti e ricordare che l’attenzione su questo conflitto non deve scemare.
Oltre alla partecipazione attiva alle iniziative territoriali, chiunque desideri aderire privatamente alla mobilitazione può farlo inviando una mail all’indirizzo anbamedaps@gmail.com, indicando il proprio nome, cognome, città e una breve frase motivazionale. L’iniziativa è supportata dalla testata giornalistica Anbamed, associazione impegnata da tempo nella promozione della multiculturalità e del dialogo come antidoti contro ogni forma di discriminazione.
Per ulteriori approfondimenti e per seguire gli aggiornamenti della rete, è possibile consultare il sito ufficiale: www.anbamed.it.



