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Sessant’anni di Alta Via n. 1: il futuro della montagna corre tra le vette con il CAI Belluno

Belluno, 29/06/2026 Le Dolomiti non sono solo rocce, sentieri e panorami da cartolina: sono un’eredità viva, fatta di storie che si intrecciano di generazione in generazione. Per celebrare il 60° anniversario dell’Alta Via numero 1, uno dei tracciati più iconici e affascinanti del mondo, il CAI Sezione di Belluno ha scelto la strada più nobile: affidare questa ricorrenza al passo e all’entusiasmo dei più giovani.

Dal 25 al 28 giugno 2026, quindici ragazzi del gruppo di Alpinismo Giovanile, guidati con sapienza dagli accompagnatori e dai collaboratori della sezione bellunese, hanno vissuto un’avventura indimenticabile nel cuore pulsante delle Dolomiti. Un percorso non solo fisico, ma esperienziale, che ha permesso di ripercorrere la storia del mito dell’Alta Via, immersi nella straordinaria cornice del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi.

L’itinerario ha preso il via da Passo Duran, snodandosi per quattro giorni tra le bellezze selvagge della montagna bellunese. Il gruppo ha fatto tappa al Rifugio Sommariva al Pramperet e al suggestivo Rifugio Pian de Fontana, per poi affrontare la discesa attraverso la Val Vescovà e la Val Vachera, fino a raggiungere il Rifugio Bianchet.

Ad accompagnare i giovani escursionisti in questo cammino, durato quattro giorni, sono state condizioni meteorologiche ideali: un sole splendente e un cielo terso hanno incorniciato ogni passo, regalando ai ragazzi panorami mozzafiato, da loro stessi definiti «i migliori mai visti».

Il successo dell’iniziativa non si misura solo in chilometri percorsi. «È stata la gioia di vivere bei momenti con i nuovi amici e l’emozione di avvistare gli animali selvatici a rendere speciale questo viaggio», raccontano i partecipanti.

Un ringraziamento sentito è andato ai gestori dei rifugi che, con dedizione e calore, hanno saputo trasmettere ai ragazzi il valore autentico dell’accoglienza ad alta quota, ristorandoli dopo le fatiche del sentiero.

L’avventura si è conclusa in un clima di festa presso il Rifugio Bianchet, dove i giovani alpinisti sono stati accolti dalle famiglie, da una pattuglia dei Carabinieri Forestali e dal presidente del CAI di Belluno. Un momento di convivialità che ha sancito la riuscita di un’impresa celebrativa carica di significato.

«Vedere questi ragazzi camminare con così tanto entusiasmo sulle tracce di chi, sessant’anni fa, ha intuito la meraviglia dell’Alta Via n. 1 è la dimostrazione che il futuro della montagna è in ottime mani», hanno commentato con soddisfazione gli accompagnatori dell’Alpinismo Giovanile.

L’anniversario si trasforma così da semplice memoria storica in un ponte verso il futuro: un passo in avanti per l’alpinismo locale e per la consapevolezza che, custodire le vette, significa innanzitutto farle amare a chi, un domani, continuerà a percorrerle.