Il gioco d’azzardo in Italia ha raggiunto dimensioni senza precedenti, trasformandosi in una vera e propria emergenza sociale che, contrariamente a quanto si possa pensare, colpisce duramente anche le piccole realtà locali. La quarta edizione del “Libro Nero dell’azzardo”, presentata nel maggio 2026 dalla Fondazione ISSCON per CGIL e Federconsumatori, traccia un quadro allarmante di un mercato in costante espansione.
I numeri di un fenomeno record
Nel 2025, la raccolta complessiva dell’azzardo in Italia ha toccato i 165,34 miliardi di euro, pari al 7,3% del PIL nazionale. Il dato più significativo è il sorpasso definitivo del canale online: per la prima volta, il gioco da remoto ha superato i 100 miliardi di euro di raccolta, rappresentando il 61% del totale.
Spesa pro capite: Ogni maggiorenne italiano ha speso mediamente 3.284 euro.
Perdite nette: Gli italiani hanno perso complessivamente circa 22 miliardi di euro.
Profilo del giocatore: Si conferma la correlazione tra crisi economica e gioco, con l’azzardo che agisce come una “tassa sulla povertà”, colpendo maggiormente le fasce con redditi e titoli di studio più bassi.
L’anomalia dei piccoli Comuni
Il report evidenzia come i piccoli e medi centri registrino anomalie statistiche impressionanti. In alcuni comuni, la spesa pro capite online è di gran lunga superiore alla media nazionale (2.365 euro). Tra i casi critici del 2025 spiccano:
Patti (ME): 7.714 euro pro capite.
Castel San Giorgio (SA): 7.227 euro.
Zola Predosa (BO): 7.226 euro.
Sebbene il Sud Italia mantenga i volumi più alti, il fenomeno si sta espandendo rapidamente al Nord: casi come Legnano (MI), che ha visto una crescita di 103 milioni in un anno, dimostrano che l’azzardo non è più un problema confinato alle aree economicamente depresse.
Il legame con la criminalità organizzata
Uno degli aspetti più inquietanti del Libro Nero è il ruolo della criminalità organizzata. Si stima che tra i 21 e i 23 miliardi di euro del giocato online legale siano riconducibili ad attività di riciclaggio di denaro da parte delle mafie. Esiste una sovrapposizione preoccupante tra le aree con alta incidenza di gioco e i territori dove, in passato, sono stati sciolti consigli comunali per infiltrazioni mafiose.
Il contesto europeo: un primato negativo
L’Italia si conferma il primo mercato europeo per l’azzardo, superando paesi come Regno Unito, Germania e Francia per volume di perdite nette. Il rapporto sottolinea come il nostro Paese presenti la combinazione peggiore tra indicatori economici e diffusione dell’azzardo, invocando un urgente ritorno verso standard europei più sostenibili.
Verso una nuova regolamentazione
Gli autori del rapporto criticano duramente l’erosione delle restrizioni pubblicitarie (introdotte dal Decreto Dignità e progressivamente smantellate) e la riduzione delle entrate erariali. La sintesi è chiara: non è realistico vietare il gioco, ma è indispensabile limitare i costi sociali e sanitari, contrastare le infiltrazioni criminali e garantire una trasparenza totale sui dati comunali, oggi ancora troppo opachi.
Fonti: Fondazione ISSCON, CGIL, Federcosumatori – Il Libro Nero dell’Azzardo. Lo Stato perdente. Edizione 2026, maggio 2026
Agenzia delle Accise, Dogane e Monopoli (ADM) – Risposta alla richiesta di accesso civico generalizzato, febbraio 2026
Ministero dell’Economia e delle Finanze – Relazione sul Settore dei Giochi Pubblico, anno 2025, aprile 2026



