Un Festival che porta a Belluno i migliori autori del teatro contemporaneo Under 35. Cinque imperdibili eventi alla Casa delle Arti
Belluno, 24/06/2026 – Si è tenuta ieri mattina in Sala Giunta del Comune di Belluno, alla presenza dell’Assessore alla cultura Raffaele Addamiano, la conferenza stampa di presentazione della sesta edizione de Il Cielo sopra Belluno, che quest’anno rilancia e diventa IL CIELO SOPRA BELLUNO UNDER 35 festival che si svolgerà nell’arco di tre fine settimana, da venerdì 26 giugno a sabato 11 luglio, sempre negli spazi esterni della Casa delle Arti – Spazio Ex. Teatro, musica e incontri con autori, critici ed esperti, con un focus sulle compagnie under 35. Direzione artistica di Vassilij Mangheras e Daniela Nicosia.
In apertura l’assessore Addamiano ha citato il film “Il cielo sopra Berlino” quale atto d’amore verso quella città di cui ha saputo cogliere l’essenza spirituale raccontandone le diverse sfaccettature – così come “Il cielo sopra Belluno” è un atto d’amore verso la nostra città che da sei anni porta a Belluno l’eccellenza del teatro contemporaneo italiano.
Prende poi la parola Daniela Nicosia ricordando come nel 2021 il titolo Il Cielo sopra Belluno nasce da plurime riflessioni: in Wenders due angeli sorvolano una Berlino post guerra, come nel 2021 il nostro contesto era mutato a causa della pandemia. Gli angeli come gli artisti osservano la realtà e la trasfigurano, ma gli artisti in essa si immergono con tutto il suo portato di dolore e passione, gli attori inoltre, nella costante trasgressione del farsi altro da sé, nel gioco ambiguo tra verità e finzione, nella pratica del limite tra l’essere e l’apparire sono il tramite tra terra e cielo. In loro lo stesso stupore, lo stesso tormento degli angeli poeti d’inquietudine di Wenders. Segno ed identità del Cielo negli anni è l’essere un’immersione nella realtà contemporanea attraverso il teatro, che si è arricchita di più visioni con la direzione artistica di Vassilij Mangheras che ha saputo trasformare il Cielo in Festival.
Interviene quindi il co-direttore artistico Vassilij Mangheras per illustrare nel dettaglio il progetto di quest’anno che si è aggiudicato un importante riconoscimento nazionale, avendo vinto il Bando SIAE “Per chi crea” edizione 2025 dedicato a giovani autori e artisti, interpreti ed esecutori fino ai 35 anni.
IL CIELO SOPRA BELLUNO UNDER 35 sarà infatti un format interamente nuovo dedicato a formazioni under 35, che da venerdì 26 giugno a sabato 11 luglio animerà le serate estive alla Casa delle Arti. Con due spettacoli a settimana (venerdì e sabato): teatro contemporaneo, che sa parlare al presente, ai giovani e ai meno giovani, accompagnati da momenti di incontro, talk, approfondimenti informali, e gli immancabili aperitivi al tramonto a cura di Ex Primo e i dj set fino a notte fonda!
Cultura in festa! Spazi in festa! In linea con la mission di Tib Teatro che persegue l’obiettivo di lavorare a favore dello sviluppo e della diffusione della cultura teatrale nel nostro territorio, un lavoro che invita soprattutto i giovani a frequentare spazi di socialità e cultura come la Casa delle Arti, appassionarsi ai linguaggi artistici essere protagonisti di un tempo condiviso in modo divertente e inconsueto, un tempo in cui crescere insieme attraverso la bellezza dell’arte! Per questo sono state studiate formule di abbonamento ad hoc con prezzi particolarmente contenuti per tutti. Abbonamento per un intero week-end *: intero € 35,00 – ridotto under 30 € 23,00 con diritto di assistere a due spettacoli! Sarà in ogni caso possibile acquistare biglietti anche per una sola delle due serate.
Il Cielo sopra Belluno under 35 realizzato da Tib Teatro, con la direzione artistica di Vassilij Gianmaria Mangheras e Daniela Nicosia, in collaborazione con Comune di Belluno, Fondazione Teatri delle Dolomiti, Ministero della Cultura, SIAE, Regione del Veneto e Provincia di Belluno intende proporsi come un osservatorio privilegiato sui nuovi linguaggi del contemporaneo, portando a Belluno il meglio della scena emergente italiana.
Grande apertura venerdì 26 giugno, dalle ore 16:30, con il talk culturale “LA FINE DELL’AUTOFICTION?”, un originale confronto con gli artisti e il pubblico ideato da Vassilij Mangheras, un vivace momento di riflessione condivisa sui limiti della narrazione autobiografica a teatro, in cui, oltre ai contributi di critici e studiosi di prestigio, alcuni giovani artisti di rilievo nazionale, leggeranno per il pubblico frammenti dei loro testi. Il racconto dell’io è stato il protagonista delle narrazioni dell’ultimo quindicennio e oltre. A partire dall’assunto degli anni Settanta, che afferma che il privato è politico, dal teatro alla letteratura il personale è diventato il campo della pubblica riflessione. I confini dell’autofiction, genere che ai suoi esordi indicava una commistione tra finzione e biografia, si sono dilatati fino a comprendere il memoir, la confessione, il monologo interiore. Oggi questo dispositivo comincia a logorarsi. L’intreccio tra la deriva contemporanea dell’esposizione dell’io e forme narrative oramai abusate interrogano artiste e artisti, assieme al pubblico, aprendo nuove questioni: in che termini il privato oggi può dirsi davvero politico? Quando il racconto dell’io smette di essere un dispositivo di rottura? Dove finisce la messa in arte e dove comincia l’esposizione e la promozione del sé?
Interverranno: Simone Pacini (fattiditeatro), Lorenzo Donati (Altre Velocità); gli artisti Marco D’Agostin, Eliana Rotella, Francesco Alberici, Lorenza Guerrini, Niccolò Fettarappa, Ermelinda Nasuto; modererà Graziano Graziani – giornalista, scrittore, critico teatrale – una delle voci di Fahrenheit su Radio 3, scrive per diverse riviste tra cui Il Tascabile edito da Treccani, minima&moralia, Snaporaz, Lucy. Sulla cultura. Il talk è aperto a tutti e a ingresso gratuito.
A seguire dalle 19:30 aperitivo al Tramonto a cura di Ex Primo ed Ex Piloni, con degustazione vini cantine Biasiotto, e alle 21:00 l’anteprima dello spettacolo di Niccolò Fettarappa (artista associato del Piccolo Teatro di Milano) e Lorenzo Guerrieri SCEMI DEL VILLAGGIO, produzione AGIDI e A.Artistiassociati, un progetto teatrale connotato dallo sguardo satirico, beffardo e irridente dei due artisti (particolarmente amati dal pubblico bellunese e non solo) che con feroce ingenuità si interrogano sul significato di “spazio pubblico” e su come in concreto esso si realizzi oggi nelle nostre città. Fettarappa e Guerrieri si propongono come scemi del villaggio, come aedi non richiesti che cantano le nevrosi del vivere cittadino, cantori pellegrini di città che in tutto il mondo tendono sempre più ad assomigliarsi e ad omologarsi secondo i dictat del mercato e del turismo. In una serie di quadri comico-picareschi si racconta questa nevrosi che ci pervade, che ci rende tutti goffi, disadattati al vivere cittadino, in preda ad ansie e paranoie urbane di vario genere. Le città sono infatti sempre più inabitabili. I diversi spazi urbani tendono tutti a farsi non-luogo, luoghi di passaggio, luoghi in cui è impossibile incontrare uno sconosciuto, spazi comuni organizzati per stare da soli. La strada, la piazza, non sono più luoghi per incontrarsi, luoghi della relazione e del dibattito, ma posti dove spendere soldi, comprare l’ennesimo prodotto inutile e al massimo farsi un selfie. L’urbanistica sviluppa sempre più l’idea di una città a misura di cartellone pubblicitario, a misura di McDonald’s, al massimo a misura di turista. Le città diventano sempre più macchine di espulsione, enclave chiuse di ricchi privilegiati: Venezia può essere affittata per eventi privati, mentre intanto i centri sociali vengono sgomberati e lo spazio pubblico tende progressivamente a sparire, divenendo uno spazio anonimo, grigio, e tutti noi, in ambienti urbanisticamente così depressi, ci scopriamo più smorti. Insomma, come “stiamo insieme” nelle nostre città? Male, ci stiamo molto male. A concludere la serata Dj set con Mowgli.
Sabato 27 giugno la serata avrà inizio alle ore 19:30 con musica, vino e cicchetti, e proseguirà alle ore 21:00 con lo spettacolo di Pallaksch, poliedrica realtà dedicata alla crescita e alla valorizzazione di autori, autrici e compagnie under 35, che porterà in scena IL TEATROPOSTAGGIO DA UN MILIONE DI DOLLARI un innovativo progetto di ricerca e performance teatrale di Giacomo Lilliù e Pier Lorenzo Pisano che unisce i linguaggi della scena contemporanea alla cultura memetica digitale e allo shitposting.
Lo shitposting è la condivisione in una chat o sui social di contenuti volutamente scadenti o fuori contesto, con l’obiettivo di far esplodere qualsiasi possibilità di comunicazione univoca. Strumento principale di questa operazione sono i meme, assemblaggi di immagini, video e testi: una dialettica tra scritto e icona, assimilabile a quella tra parola e palco. Ma cosa succede se si utilizza lo shitposting come meteora impazzita, per schiantare i paradigmi attoriali e drammaturgici? Dal 2023 il gruppo di ricerca Teatropostaggio cerca di rispondere a questa domanda, radunando una squadra composta da alcuni dei nomi più interessanti della creazione teatrale contemporanea e del panorama memetico. La performance si svolge interamente sull’app di messaggistica Telegram, all’interno di una chat in cui il pubblico non può scrivere, ma solo leggere. Qui va in scena un’improbabile riscrittura digitale di Carlo Goldoni, realizzata dalla compagnia via selfie, gif ed emoji. Ma l’operazione si smonta non appena un manipolo di disturbatori irrompe nel gruppo, e lo bombarda di meme creati a partire proprio dalle immagini che gli attori hanno condiviso. Prende così il via un’esilarante, estenuante degenerazione dei linguaggi.
La drammaturgia non è fissa, ma segue un canovaccio agile, per permettere al lavoro di restare fedele alla natura dello shitposting. Ad ogni replica i meme e i messaggi scambiati sono improvvisati solo per l’occasione, rendendo ogni appuntamento irripetibile. Ma in contemporanea all’habitat puramente digitale, il lavoro vive anche in un ambiente fisico, dando luogo ad una configurazione paradossale: gli spettatori in sala si trovano di fronte ad uno spazio vuoto, su cui solo sporadicamente appare qualcuno del cast, puntualmente fagocitato dal delirio in crescendo. Nasce così una comunità di persone che illuminano la penombra della platea con lo schermo dei loro smartphone, e la riempiono con il suono fuori sincrono delle notifiche. Senza temere le possibilità dell’online, e anzi sfruttandole, il teatro si riconferma come il luogo dove condividere lo spazio, il tempo, l’impalpabile. Dopo lo spettacolo Dj set con Pietro GAIN.
La serata di venerdì 3 luglio sarà invece affidata a Giulia Scotti attrice, autrice, e fumettista che con il suo lavoro QUELLO CHE NON C’È – vincitore del Premio Tuttoteatro.com alle arti sceniche Dante Cappelletti 2023 e Menzione speciale bando Odiolestate 2023 – offrirà al pubblico una storia di famiglia, tra verità taciute e omissioni, il racconto di un’assenza costruito sulla scena attraverso il dialogo tra il linguaggio del teatro e quello del fumetto. “Nella mia famiglia ci sono storie che non vengono raccontate nella convinzione che quello che non si dice non si saprà mai. Della storia di mia zia nessuno ha mai detto niente a me e a mio fratello, quello che sapevamo era che mio padre aveva tre sorelle e che adesso noi abbiamo due zie e che pertanto una delle tre non era più viva, Daniela. Quando è morta nessuno me lo ha detto. Poi un giorno, avevo venticinque anni, mio padre è venuto da me e mi ha raccontato la storia di Daniela. Lo ha fatto senza fermarsi, senza omettere niente, come se aspettasse quel momento da tutta la vita. Questa è la storia di mia zia come l’ho saputa da mio papà, è la storia di un uomo che vuole salvare sua sorella dalla morte ma non ci riesce. Quasi tutto è vero, alcuni pezzi sono inventati.”
Il quarto appuntamento della rassegna venerdì 10 luglio è per il Gruppo della Creta – impresa di produzione teatrale con sede al Teatro Basilica di Roma, gestita interamente da professionisti under 35 – che con una riscrittura del Pluto di Aristofane, evidenzia, facendole scontrare, la crisi dell’ideologia Capitalista e di quella Comunista. In PLUTO. O IL DONO DELLA FINE DEL MONDO la compagnia riprende la trama della commedia per indagare una via nuova. Cosa succederebbe se tutti fossimo ricchi? E se a tutti fosse concesso ozio illimitato? Il cieco Pluto, dio della ricchezza nel pantheon ellenistico, viene rapito da Cremilo, contadino ateniese, affinché smetta di elargire ricompense ai malvagi e sofferenze agli onesti. Succederà nella vicenda, che, curata la cecità di Pluto, i soldi saranno bulimicamente distribuiti a tutti e che quindi lavorare diverrà inutile. Tuttavia se per Cremilo, la giustizia redistributiva è il ragionevole farmaco da applicare sulle piaghe della società ateniese, per Povertà, che irrompe in scena come antagonista, una indiscriminata ricchezza a portata di tutti è “azione folle, sacrilega, criminale”. Se quindi Povertà è il capitalismo e Pluto una forma idilliaca di comunismo, il Gruppo della Creta costruisce uno spettacolo che rende evidente la crisi irreversibile di queste due ideologie distanziandosi da entrambe le ipotesi politiche, in un finale sorprendente.
In chiusura sabato 11 luglio sul palco S.P.33, testo e regia di Giulia Bartolini (Produzione Compagnia Mauri Sturno in collaborazione con Compagnia KARL) con Francesca Astrei, Grazia Capraro e Giulia Trippetta. Una commedia nera su un ritorno a casa in provincia. Mary torna dopo undici anni nel paese di 515 anime, dove le due sorelle rimaste ormai non l’aspettano più. Attraverso un dialogo teso e tagliente, che lentamente si apre anche a momenti di ironia e abbandono, riaffiorano ricordi, rancori e legami profondi. Tra silenzi, memorie sensoriali e vecchie dinamiche familiari, le tre donne si confrontano con ciò che sono state e con ciò che sono diventate. S.P.33 è una riflessione intima sulla famiglia, sulla memoria e sulla possibilità — o impossibilità — di ritrovare sé stessi nei luoghi e nei gesti del passato.
Al termine di tutti gli spettacoli e fino alla mezzanotte sarà la musica ad intrattenere il pubblico: (oltre i già citati – Mowgli; il 26 e Pietro GAIN il 27 ): venerdì 3 luglio – Riva Disco con i loro vinili direttamente da Vittorio Veneto; venerdì 10 luglio – Retro4Love e Illazi; a chiudere la rassegna sabato 11 luglio – Ultimo Dei Problemi e Cavarzano 3000.
Tutte le serate saranno anticipate da aperitivi al tramonto a base di vini e prodotti locali a partire dalle ore 19:30, a cura di Exprimo ed Expiloni, in un’atmosfera conviviale che accompagnerà il pubblico verso l’inizio degli spettacoli (alle ore 21:00).
In caso di maltempo talk, teatro, musica live, incontro con gli artisti e aperitivo enogastronomico con prodotti locali, verranno recuperati nella Sala Grande e negli spazi interni della Casa delle Arti.
Il Cielo sopra Belluno è organizzato da Tib Teatro in collaborazione con Comune di Belluno, Fondazione Teatri delle Dolomiti, con il sostegno di Ministero della Cultura e di SIAE nell’ambito del programma “Per Chi Crea” 2025, con il contributo di Regione del Veneto, Reteventi – Provincia di Belluno, Unifarco, Biasiotto, in collaborazione con Studio 54, Exprimo ed Expiloni.
Mediapartner della stagione Radio Belluno, Radio Cortina, Fattiditeatro.
Spettacoli su prenotazione fino ad esaurimento posti! | Talk a ingresso gratuito
Acquisti online su www.vivaticket.com
Biglietti per i singoli eventi: intero € 20,00 – ridotto under 30 € 15,00
Abbonamenti week-end *: intero € 35,00 – ridotto under 30 € 23,00
* validi per due spettacoli: 26-27/06/26 oppure 10-11/07/26
Apertura biglietteria il giorno dell’evento dalle 19:30



