HomeScuolaBorgo Valbelluna. L’Officina delle Scoperte: piccoli inventori crescono tra energia e meccanica

Borgo Valbelluna. L’Officina delle Scoperte: piccoli inventori crescono tra energia e meccanica

“L’Officina delle Scoperte: Energia e Meccanica Creativa” è la nuova proposta didattica che vede i bambini di 5 anni della Scuola dell’Infanzia di Carve diventare protagonisti di un’avventura scientifica unica.
Rientrante nelle attività STEAM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria, Arti e Matematica) l’esperienza, proposta in questa parte finale dell’anno scolastico, si configura come un laboratorio itinerante di tinkering, elettricità e meccanica applicata, dove il gioco si trasforma in esplorazione consapevole della materia.

Dalle scintille di luce alle batterie “naturali”

Il percorso inizia con una sfida stimolante: rispondere alla domanda “Cosa fa muovere le cose?”. Attraverso un approccio pratico, i bambini esplorano il mondo dell’elettricità realizzando circuiti con grafite e pasta morbida, per poi passare alla creazione di veri e propri biglietti di Natale luminosi, utilizzando nastri di rame e led.

L’esplorazione scientifica tocca anche il mondo della natura: nel laboratorio “Natura e Scienza”, i piccoli scienziati sperimentano la conduttività inserendo elettrodi in frutta e verdura, riuscendo così a creare una sorprendente batteria organica.

Ingegneri in erba: il movimento e la meccanica.
L’attività non si ferma alla luce, ma indaga anche la forza cinetica. I bambini hanno l’opportunità di costruire manufatti complessi come draghetti con ali semoventi o bidoncini a pedale utilizzando materiali di recupero; utilizzare motorini elettrici per animare eliche, ruote e costruzioni lego, assemblare una pinza meccanica, scoprendo come un semplice meccanismo possa trasferire la forza cinetica per produrre movimento.

Oltre la tecnica: imparare ad imparare

L’obiettivo primario di questa unità didattica di apprendimento non è solo tecnico, ma mira a sviluppare la competenza chiave dell’ Imparare ad imparare. I bambini sono incoraggiati a formulare ipotesi, pianificare sequenze d’azione e, soprattutto, a esercitare la flessibilità cognitiva: se un led non si accende, imparano a cambiare polarità o strategia, trasformando l’errore in un’occasione di apprendimento, applicando così il vero metodo scientifico galileiano.

Infine, attraverso l’uso di un lessico specifico: energia, circuito, forza, conduttività, i piccoli scienziati non solo costruiscono oggetti funzionanti, ma iniziano a dare un nome ai fenomeni che governano la realtà che li circonda.