Un tavolo di confronto tra istituzioni, forze dell’ordine e mondo della scuola per analizzare i recenti episodi di cronaca e definire una strategia sinergica basata su ascolto e consapevolezza.
Belluno, 23/06/2026 – Unire le forze per monitorare, prevenire e accompagnare. Si è tenuto lo scorso 22 giugno in Prefettura, un importante tavolo di confronto dedicato al disagio giovanile. L’incontro è stato convocato per analizzare con lucidità il contesto locale, spinto anche da alcuni recenti episodi di cronaca che hanno acceso i riflettori sulla città.
Al tavolo, un parterre istituzionale di primo piano: oltre ai vertici delle Forze dell’Ordine, erano presenti il Sindaco di Belluno, gli assessori alla Sicurezza e alle Politiche Giovanili, i rappresentanti dell’Ulss 1 (con i Direttori dei Servizi Socio Sanitari e dell’UOC Infanzia Adolescenza Famiglia), il referente di “Scuole in Rete” e un delegato della Provincia.
Sebbene gli attori presenti abbiano concordato sul fatto che, ad oggi, non sussistano situazioni di allarme sociale particolare, l’attenzione resta alta. Il focus si è concentrato sul complesso intreccio tra disagio giovanile, marginalità e comportamenti devianti. Si è discusso di come fenomeni quali l’abuso di alcol e sostanze, o gli episodi di violenza, possano essere la punta di un iceberg alimentato da un “disagio sommerso”. Quest’ultimo si manifesta spesso in dinamiche relazionali critiche all’interno delle scuole, piccoli segnali di malessere che, se trascurati, rischiano di strutturarsi in forme più gravi di illegalità.
Il confronto ha evidenziato come i canali di comunicazione tra i vari enti siano già attivi e stabili. Le procedure per intercettare le situazioni di fragilità esistono e sono collaudate, puntando su una risposta sinergica tra scuola, polizia e servizi territoriali. Esempi concreti di questo impegno sono le iniziative formative già in corso, come i progetti promossi dal Comune di Belluno in collaborazione con le Forze dell’ordine, volti a diffondere la cultura della legalità attraverso un dialogo costante con gli studenti sui temi dell’attualità.
L’esito del dibattito ha fatto emergere una necessità chiara: migliorare il coordinamento delle iniziative esistenti. L’obiettivo è potenziare la prevenzione precoce, estendendo l’attività formativa non solo ai giovani, ma anche agli adulti (genitori ed educatori).
La linea condivisa è chiara: il disagio non può essere affrontato soltanto in chiave repressiva. È necessario un approccio integrato, capace di coniugare il controllo del territorio con una profonda azione di ascolto e un accompagnamento educativo, indispensabili per offrire risposte concrete alle nuove fragilità delle giovani generazioni bellunesi.



