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Spettacolo di natura a Belluno: i corvidi difendono il territorio scacciando una poiana

Belluno, 20 giugno 2026 – Ieri pomeriggio, i cieli di Belluno sopra Cusighe sono stati teatro di una scena tanto drammatica quanto affascinante, un classico esempio di comportamento territoriale che vede protagonisti i maestri della difesa aerea locale: i corvidi.

Uno sciame di cornacchie, con azione fulminea e coordinata, si è levato in volo per intercettare una poiana, un predatore che si era avvicinato troppo a quella che probabilmente era l’area di nidificazione della colonia. La difesa è stata implacabile: le cornacchie hanno accerchiato il rapace, costringendolo a una rapida ritirata e lasciando dietro di sé, nel caos del combattimento aereo, alcune penne perse nella concitata fuga.

Sebbene nel linguaggio comune vengano spesso confusi, gli uccelli protagonisti di questo episodio sono cornacchie grigie (Corvus cornix). A differenza del corvo imperiale, completamente nero e di dimensioni maggiori, la cornacchia grigia è caratterizzata dal piumaggio bicolore: grigio cenere sul dorso e sul petto, e nero su testa, gola, ali e coda.

Sono animali estremamente intelligenti, dotati di una struttura sociale complessa che permette loro di gestire le minacce con una strategia collettiva estremamente efficace.

Il successo di questa “operazione di difesa” non è casuale, ma basato su un sofisticato sistema di comunicazione. Le cornacchie possiedono un repertorio vocale vario che utilizzano per trasmettere informazioni cruciali al resto del gruppo:

  • Il richiamo d’allarme: quando una cornacchia avvista un predatore (come una poiana, uno sparviere o persino un gatto), emette un particolare verso rauco e ripetitivo, un gracchiare metallico che funge da “sirena”.

  • Mobbing coordinato: non appena il richiamo viene lanciato, il resto della colonia non ignora l’avviso. Al contrario, risponde immediatamente, convergendo verso la fonte del pericolo. Questo comportamento, noto in etologia come mobbing, serve a molestare il predatore, circondandolo e infastidendolo fino a rendergli impossibile cacciare o restare in zona.

  • Comunicazione gerarchica: le cornacchie comunicano tra loro anche durante l’inseguimento. Attraverso variazioni di tono e ritmo, riescono a coordinare la posizione per evitare che il predatore si liberi, rendendo l’azione di disturbo una manovra fluida e continua.

Le tracce del combattimento

Perché la poiana è stata scacciata?

La poiana è un rapace che si nutre principalmente di piccoli mammiferi, rettili o carogne, ma la sua presenza vicino a un nido di cornacchie viene percepita come una minaccia diretta ai pulcini o alle uova.

La reazione aggressiva osservata ieri a Belluno è la prova del forte istinto parentale di questi uccelli. Per la cornacchia, il rischio è alto, ma la capacità di fare “squadra” permette loro di dominare il cielo urbano, trasformando il predatore in preda… dello stress e della confusione.

È stato un raro momento di osservazione naturalistica che ci ricorda come, anche sopra i tetti delle nostre città, la lotta per la sopravvivenza segua regole antichissime e affascinanti.