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Autonomie alpine a confronto: il BARD porta la voce del Bellunese a Trento

Il movimento bellunese protagonista a “Prospettiva verticale” insieme ai rappresentanti del PATT e dei partiti autonomisti dell’arco alpino.

Trento, 18 giugno 2026 – Le sfide della montagna, il futuro delle valli e la necessità di una rappresentanza territoriale forte sono stati al centro dell’incontro “Prospettiva verticale”, tenutosi martedì sera all’Auditorium di Garniga Terme. L’evento, promosso dal PATT (Partito Autonomista Trentino Tirolese), ha visto riuniti i principali rappresentanti dei partiti autonomisti dell’arco alpino, creando un ponte tra Trento, Bolzano, Aosta e Belluno.
A rappresentare il Bellunese, il movimento BARD (Belluno Autonoma Regione Dolomiti) con il suo presidente Andrea Bona. La serata, dal tema significativo “Alzare lo sguardo: proposte e visione degli autonomisti per le valli e la montagna”, è stata l’occasione per analizzare le criticità specifiche del territorio bellunese, alle prese con la complessa gestione di una
provincia di secondo grado.
“La rappresentanza territoriale è fondamentale, ancora di più in questo momento storico: le terre di montagna stanno acquisendo un ruolo diverso oggi, ma interpretarlo senza rappresentanza istituzionale è complesso”, ha sottolineato Bona nel corso del suo intervento.
Tra i nodi cruciali affrontati dal presidente del BARD, il ruolo vitale dei Fondi dei Comuni Confinanti, definiti come “risorse che mantengono in piedi la provincia e i comuni”.

Bona ha inoltre posto l’accento sulle nuove sfide geopolitiche ed economiche provenienti da Nord. In particolare, ha sollevato riflessioni critiche sull’eredità olimpica e sulle pressioni del mercato austriaco, specialmente nel settore del legno, un comparto trainante per l’economia dell’alto bellunese.
“Abbiamo visto costruire strade per portare la gente in montagna per l’evento olimpico, quelle stesse strade che sono e saranno percorse dai mezzi austriaci verso Sud”, ha osservato Bona. “Il modello geo-politico sta cambiando e dobbiamo essere reattivi”.
Il bilancio della trasferta trentina è positivo. Per Bona, l’incontro ha rappresentato un momento fondamentale per ricostruire il percorso storico e politico del movimento bellunese, dal referendum per la Regione Dolomiti fino ai passi necessari per migliorare l’attuale assetto istituzionale.
“Si è trattato di un momento di confronto importante con chi su autonomia, responsabilità e montagna la pensa come noi”, ha concluso il presidente del BARD. “Essere invitati a un evento di questa portata è il segnale che le collaborazioni a livello orizzontale, tra territori simili, funzionano e che l’interesse anche politico per la nostra terra resta alto”.