Anche nel mondo animale bisogna avere fortuna: se nasci corvo o cormorano ti ammazzano senza pietà, se nasci rondine ti proteggono. Una ventina di tappetini e una decina di ombrelli sono stati posati sotto i portici del centro di Belluno, a protezione della pavimentazione, delle colonne e dei passanti dal guano di rondini e rondinotti.

“Belluno è una città che ha il privilegio di essere scelta ogni anno dalle rondini come luogo di nidificazione. – ha detto l’assessore all’Ambiente Lorenza De Kunovich – Questo non è soltanto un suggestivo segno dell’arrivo della bella stagione, ma rappresenta anche un importante indicatore della qualità del nostro ambiente e della biodiversità del territorio.
Le rondini svolgono un ruolo prezioso nell’ecosistema, contribuendo al controllo naturale degli insetti e arricchendo il patrimonio faunistico cittadino. La loro presenza testimonia l’equilibrio tra ambiente urbano e natura che la nostra comunità ha saputo conservare nel tempo.
Per questo motivo, come Amministrazione comunale, intendiamo promuovere una maggiore sensibilizzazione sul valore di questi uccelli migratori e sull’importanza di proteggerne i nidi, che sono tutelati dalla normativa vigente. Invitiamo cittadini, imprese e proprietari di immobili a collaborare affinché le rondini possano continuare a trovare a Belluno un luogo accogliente e sicuro.
Vogliamo che Belluno sia sempre più riconosciuta come ‘Città delle Rondini’: una città che considera la tutela della natura non un vincolo, ma un valore aggiunto capace di migliorare la qualità della vita, rafforzare l’identità del territorio e trasmettere alle nuove generazioni il rispetto per l’ambiente.
La presenza delle rondini nei nostri cieli è un messaggio di speranza e di equilibrio con la natura. Preservarle significa investire nel futuro della nostra comunità”.
Al progetto Belluno città delle rondini partecipano, oltre al Comune di Belluno, la Provincia, Confcommercio Belluno Dolomiti, Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, diverse associazioni ambientaliste e la Riserva di caccia di Belluno. Il progetto nasce dalla spinta dell’esperto Giuseppe Tormen e i censimenti oggi vengono portati avanti dalla figlia Silvia Tormen insieme all’esperto Mauro Varaschin e con il supporto del Corpo di Polizia Provinciale di Belluno.



