Il presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale lancia la sfida: “Proporzionale puro, preferenze e premier in scheda per fermare i burattinai di partito”
Tortona, 17/06/2026 – Un sistema elettorale che restituisca piena sovranità agli elettori, smantellando il meccanismo delle “liste bloccate” che ha trasformato le aule parlamentari nel feudo delle segreterie di partito. È questa la richiesta che arriva dal Centro Studi Rinascimento Nazionale, think tank legato a Futuro Nazionale, per voce del suo presidente, Luca Sforzini.
La proposta si muove su tre direttrici ben precise, presentate come la cura necessaria per guarire un Parlamento accusato di essere ormai distante dai cittadini: l’adozione di un sistema proporzionale senza sbarramenti, il ritorno al voto di preferenza e l’inserimento in scheda del candidato Premier.

L’attacco di Sforzini è diretto e non usa giri di parole. Secondo il Presidente del Centro Studi, l’attuale composizione del Parlamento è il frutto di «ingegnerie elettorali» studiate a tavolino per sottrarre potere al corpo elettorale. «Il Parlamento – sostiene Sforzini – deve somigliare al voto degli italiani, non ai calcoli delle segreterie».
Il cuore della critica risiede nella gestione delle candidature. Con l’attuale sistema, molti parlamentari vengono definiti «impiegati della politica» o «telecomandati», figure scelte dai vertici di partito – definiti senza mezzi termini «burattinai» – più che dalla libera espressione del voto popolare. «Le liste bloccate hanno prodotto un Parlamento troppo spesso ridotto a luogo di nominati, fedeli alle segreterie più che agli elettori», ha dichiarato Sforzini.
La ricetta proposta dal think tank, braccio destro dell’eurodeputato Vannacci, mira a un ritorno alle origini della rappresentanza:
Proporzionale senza sbarramento: per garantire che il Parlamento sia una vera fotografia delle forze politiche presenti nel Paese, senza esclusioni dettate da soglie artificiali.
Preferenze: per permettere agli italiani di scegliere effettivamente il proprio rappresentante, eliminando i candidati «calati dall’alto».
Indicazione del Premier in scheda: una mossa che mira a far sapere agli elettori, già al momento del voto, quale governo viene proposto dalla coalizione o dalla forza politica. Una proposta che Sforzini tiene a precisare avvenga «nel rispetto dell’articolo 92 della Costituzione», che mantiene salda la prerogativa di nomina in capo al Presidente della Repubblica, pur rendendo trasparente il mandato politico ricevuto dagli elettori.
La riflessione si chiude con un monito severo. Per il Centro Studi Rinascimento Nazionale, la democrazia italiana attraversa una crisi di legittimità che può essere superata solo tagliando i legami tra le poltrone parlamentari e le dinamiche di apparato.
«Basta trucchi, basta liste bloccate», conclude Sforzini, ribadendo che l’obiettivo finale rimane quello di sottrarre la gestione del potere alle logiche delle «lobby» per restituire il timone al popolo italiano. Una presa di posizione che si inserisce nel più ampio dibattito sulle riforme istituzionali e che promette di riaccendere la discussione su come debbano essere scelti coloro che siedono tra i banchi di Montecitorio e Palazzo Madama.



