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Emergenza e radiocomunicazioni: la rete “Zamberletti” testa la sua efficienza su scala nazionale

Belluno, giovedì 11 giugno 2026 – Oggi il sistema di protezione civile nazionale ha messo alla prova la sua capacità di tenuta in situazioni critiche. Si è svolta infatti una vasta esercitazione, denominata “Prova di Sintonia”, che ha visto il coinvolgimento di oltre 100 Prefetture su tutto il territorio italiano, in un coordinamento sinergico che ha toccato anche la Repubblica di San Marino.

L’operazione è stata orchestrata dalla Prefettura di Varese, in collaborazione con il Dipartimento della Protezione Civile, e si è focalizzata sulla Rete Alternativa di Emergenza, nota anche come “Rete Zamberletti”. Il nome è un omaggio doveroso al “padre” della Protezione Civile moderna, Giuseppe Zamberletti, già Ministro e Commissario Straordinario durante il tragico terremoto del Friuli nel 1976.

Questa rete capillare, che unisce Prefetture e Vigili del Fuoco, si avvale della competenza tecnica dei membri dell’Associazione Radioamatori Italiani (ARI), ente morale dal 1950, fondamentali per garantire la continuità dei collegamenti quando le tecnologie convenzionali vengono meno.

L’impegno dei Radioamatori bellunesi

Anche Belluno ha partecipato attivamente all’esercitazione. Le operazioni si sono svolte a partire dalle ore 19:00 presso la Sala di Radiotelecomunicazioni del Centro Coordinamento Soccorsi, all’interno del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco.

Il team locale, composto dai tecnici Carmelo Marabello (IU3GPT), Enrico Da Col (IK3HHV), Renata Salton (IW3IIS), Antonio Romanin (IK3SVT) e Paolo Tomacelli (IU3GMR), sotto il coordinamento del Responsabile Provinciale ARI Diego Zasso (IW3IEE), ha operato utilizzando impianti in HF (onde corte). Le comunicazioni sono state trasmesse dalla nuova struttura antisismica, un edificio strategico che ha dimostrato la sua importanza cruciale anche in occasione dei recenti Giochi Olimpici 2026, fungendo per oltre venti giorni da sala operativa interforze.

L’obiettivo di queste prove di sintonia è chiaro: verificare la prontezza operativa in scenari di calamità naturali. In contesti in cui internet, telefonia mobile e i comuni ponti ripetitori dovessero collassare — scenario tristemente noto nel territorio bellunese dopo la devastante tempesta “Vaia” del 2018 — le onde corte rappresentano l’unica via di salvezza per mantenere i collegamenti tra le istituzioni e garantire il soccorso.

Ancora una volta, i radioamatori dell’ARI si confermano un pilastro silenzioso ma imprescindibile della sicurezza del territorio, pronti ad agire lontano dai riflettori, sempre al servizio della comunità.