“Le colpe dei figli non ricadano sui padri”. Il Primo cittadino blinda l’assessore dopo il passo indietro di lunedì, causato dal coinvolgimento del figlio insieme ad altri 5 giovani nella vicenda di aggressione in centro. Una decisione rapida, condivisa con la maggioranza: “La valutazione sul suo operato resta positiva”
Belluno, 10 giugno 2026 – È bastato poco più di un giorno per ricomporre lo strappo nella giunta di Palazzo Rosso. Le dimissioni rassegnate lunedì dall’assessore Marco Dal Pont, a seguito del coinvolgimento del figlio in un grave episodio di cronaca, sono state ufficialmente respinte oggi, mercoledì, dal sindaco Oscar De Pellegrin. Un ritorno sui propri passi, o forse una tempistica che testimonia una volontà politica ben precisa: quella di non interrompere la continuità amministrativa.
Il comunicato diramato dal primo cittadino non lascia spazio a interpretazioni, pur muovendosi su un delicato equilibrio tra rigore etico e pragmatismo politico. De Pellegrin esprime in apertura una “ferma condanna” per l’aggressione avvenuta, manifestando vicinanza alla vittima, ma traccia un confine netto tra il fatto di cronaca e l’attività istituzionale dell’assessore.
“Credo che le colpe dei figli non debbano ricadere sui padri”, afferma il sindaco, giustificando la scelta di non accogliere le dimissioni. Secondo De Pellegrin, il gesto di Dal Pont è stato dettato da un alto senso di responsabilità verso l’Istituzione, per evitare che la bufera mediatica travolgesse il lavoro del Comune, ma la natura del fatto resta squisitamente privata.
Il sindaco ha motivato la sua decisione sottolineando la bontà del lavoro svolto dall’assessore in questi anni, in particolare nella gestione di dossier complessi come quello degli Ambiti Territoriali Sociali. “Non mi trovo di fronte a fatti che riguardano il suo ruolo pubblico – chiarisce De Pellegrin –. Quanto accaduto non modifica la valutazione sul suo operato”.
La decisione, come sottolineato dal sindaco, non è stata presa in solitaria, ma a seguito di una “riflessione seria e responsabile” condivisa con i gruppi di maggioranza. L’obiettivo dichiarato è garantire che i progetti in corso per la città non subiscano battute d’arresto, puntando sulla “competenza e conoscenza approfondita dei temi” che Dal Pont ha dimostrato di possedere.
Sebbene il sindaco abbia ufficializzato il reintegro, la rapidità della manovra solleva inevitabilmente qualche interrogativo politico. La velocità con cui si è passati dal gesto di dimissioni di lunedì alla conferma di fiducia di oggi, mercoledì, suggerisce che i contatti tra le parti non si siano mai interrotti. Una regia rapida, concordata, che è servita, probabilmente, a contenere le polemiche sul nascere e a evitare che il clima in giunta si surriscaldasse eccessivamente.
Ora la palla ritorna a Dal Pont: se accetterà l’offerta del sindaco dovrà ritirare le sue dimissioni. Non rimane che attendere l’ultimo atto, anche in attesa di capire come reagiranno le opposizioni e, soprattutto, come si evolverà il clima in città dopo un episodio che, come ammesso dallo stesso De Pellegrin, “ha ferito la nostra comunità”.



