Belluno, lunedì 8 giugno 2026 – Si è chiusa oggi l’esperienza amministrativa di Marco Dal Pont all’interno della giunta del Comune di Belluno. L’assessore alle politiche sociali e alla famiglia ha formalizzato questa mattina le proprie dimissioni, rimettendo ufficialmente le deleghe nelle mani del sindaco, Oscar De Pellegrin.
La scelta, maturata nel corso dell’ultima settimana, è arrivata come diretta conseguenza di una vicenda di cronaca che ha colpito la sfera privata dell’oramai ex assessore. «Alla luce di quanto accaduto e del coinvolgimento della mia famiglia, ho ritenuto opportuno rimettere le deleghe nelle mani del sindaco», ha dichiarato Dal Pont nel comunicato che ufficializza l’addio.
All’origine della decisione vi è il coinvolgimento del figlio di Dal Pont, Luca, nel grave episodio di violenza avvenuto lo scorso marzo, quando un gruppo di giovani si era reso protagonista del pestaggio ai danni di un cittadino egiziano. Sebbene la notizia dell’aggressione fosse di dominio pubblico da tempo, il legame tra uno dei giovani coinvolti e l’assessore era emerso solo una settimana fa, scatenando un acceso dibattito in città e mettendo in discussione la posizione politica di Dal Pont.
Cosa prevede lo Statuto
L’uscita di scena di Dal Pont segue un percorso amministrativo ben definito. Ai sensi dell’articolo 28, comma 2, dello Statuto Comunale di Belluno, le dimissioni presentate dall’assessore diventano irrevocabili ed efficaci solo dopo il decorso di 20 giorni dalla loro presentazione al Sindaco.
Questo significa che, da oggi, si apre un periodo di “riflessione” tecnica:
Accettazione immediata: Il sindaco Oscar De Pellegrin ha la facoltà di accettare le dimissioni prima della scadenza dei 20 giorni. In questo caso, le dimissioni diventerebbero efficaci immediatamente, rendendo il posto in giunta vacante fin da subito.
Decorso automatico: Qualora il Sindaco non esprima una volontà in tempi brevi, le dimissioni diverranno operative in modo automatico al ventunesimo giorno.
Cosa succede ora?
L’immediato futuro dell’amministrazione De Pellegrin sarà ora focalizzato sulla gestione del vuoto lasciato da Dal Pont. Le deleghe alle Politiche Sociali e alla Famiglia rappresentano un settore strategico e complesso, che richiede una guida stabile.
Il sindaco si trova ora di fronte a tre scenari principali:
Distribuzione interna: De Pellegrin potrebbe decidere di avocare temporaneamente a sé le deleghe, oppure redistribuirle tra gli altri membri dell’attuale giunta, garantendo una continuità operativa senza procedere a nuove nomine.
Nomina di un nuovo assessore: il primo cittadino potrebbe optare per una sostituzione, cercando una nuova figura politica o tecnica che possa occuparsi di tali delicati ambiti.
- Convincere l’assessore al ritiro delle dmissionii: il sindaco non ha il potere di “respingere” le dimissioni contro la volontà dell’assessore, ma può certamente incoraggiare il suo assessore a ritirarle, astenendosi nel frattempo dal formalizzare l’accettazione dell’atto. Se però Dal Pont confermasse la propria volontà di lasciare, le dimissioni diventerebbero, in ogni caso, ineluttabili allo scadere del ventesimo giorno. Se però il sindaco Oscar De Pellegrin ritiene che le motivazioni personali siano superabili e che il rapporto di fiducia sia ancora intatto, potrebbe esercitare una pressione politica affinché Dal Pont faccia un passo indietro rispetto alla sua decisione di dimettersi. Il tutto deve concludersi entro 20 giorni da oggi.
Nei prossimi giorni quindi si attendono segnali da parte del Primo cittadino, chiamato a ricomporre il quadro di giunta in un momento di particolare tensione politica e sociale per la comunità bellunese.



