Ieri, 5 giugno 2026, dalle ore 15.30 alle ore 18.30, a Sedico, presso il Centro Consorzi, Z.I. Gresal, si è tenuto un interessante seminario di studi dal titolo “San Pio X, tra diritto positivo e diritto naturale”, promosso da Unidolomiti, Centro territoriale di Belluno della SSML San Domenico di Roma, con il patrocinio dell’Ordine degli Avvocati di Belluno; ha moderato l’Avv. Anna Polifroni del Foro di Belluno.
Tra gli illustri relatori, il Ch.mo prof. Danilo Castellano, emerito di Filosofia del Diritto e Filosofia della Politica presso l’Università degli Studi di Udine, il quale ha tenuto una lectio magistralis sull’attualità del pensiero di San Pio X e sul rapporto tra diritto naturale e diritto positivo.
Molto intense le relazioni del prof. Avv. Rudi Di Marco, emerito di Filosofia del Diritto ed Avvocato del Foro di Udine, del Rev. prof. Mons. Roberto Caria, professore associato in Morale sociale presso la Pontificia Facoltà di Teologia della Sardegna e Vicario generale dell’Arcidiocesi di Oristano e del dott. Michele Cardin, storico e saggista.
Critico l’intervento dell’Avv. Sonia Sommacal del Foro di Belluno sul rapporto tra diritto naturale, diritto positivo e prassi della giurisprudenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.
Nel corso del Seminario di studi è stato presentato un nuovo lavoro del Prof. Daniele Trabucco, Ordinario di Diritto Costituzionale e Diritto Pubblico Comparato presso SSML San Domenico di Roma, Dottore di ricerca in Istituzioni di Diritto Pubblico presso l’Università di Padova, Visiting Professor in Diritto Costituzionale presso l’Università Europea di Lisbona.
Il libro intitolato: “San Pio X. Il papa che condannò il Modernismo”, è un saggio, molto denso ed esplicativo del pensiero e dell’opera di San Pio X, che non si limita ad una ricostruzione storica, ma offre una lettura interpretativa del rapporto tra storia, diritto, teologia e cultura.
Il Prof. Trabucco presenta San Pio X come una figura decisiva, capace di intervenire con decisione, al fine di preservare l’unità e la coerenza del pensiero cattolico, di conciliare la fede con le categorie del pensiero moderno.
il Prof. Trabucco delinea la figura di San Pio X, non solo come protagonista del passato, ma anche e soprattutto, come punto di riferimento per comprendere il presente, invitando a tornare al nodo essenziale: il rapporto tra verità e storia, tra fede e mondo.
Invero, sussiste una certa qual continuità tra le tensioni di allora e quelle odierne, al punto che il Prof. Trabucco parlare di una forma di “neomodernismo”: una tesi che, inevitabilmente, apre il confronto e invita alla discussione.
Ma San Pio X fu veramente “fustigatore” del Modernismo?
Grazie anche al contributo dell’intenso saggio del Prof. Trabucco, è emerso che nel corso del pontificato, San Pio X ha attuato una opera di riforma della Chiesa. Riforma delle strutture interne, dell’organizzazione giuridica, del rapporto con i poteri civili, della liturgia, della partecipazione dei fedeli, della vita religiosa del popolo. E ancora: riforma morale, dei costumi del clero, dell’impostazione dei seminari, del ruolo dei vescovi.
Altri quesiti dibattuti nel corso del seminario, rimasti come argomenti di riflessione e di approfondimento: esiste una sorta di supremazia del diritto naturale sul diritto positivo? Il diritto positivo, che rappresenta una sorta di “verità provvisoria”, mutevole, ma che è comunque finalizzato alla creazione di un insieme il più possibile coerente di norme, può considerarsi lo strumento per addivenire al fine, alla realizzazione dei principi del diritto naturale?
Le norme di diritto naturale sono universali ed hanno come presupposto l’uomo, inteso come genere umano; le regole naturali della convivenza sono “accettabili” da tutti, credenti e non.
Il diritto naturale si distingue dalle istituzioni e dal diritto positivi, costituendone il fondamento, perché diritto positivo e istituzioni particolari devono uniformarsi alle norme fondamentali del diritto naturale ed essere giudicati in rapporto ad esse.
San Pio X affermava: “alla luce delle norme di questo diritto naturale, ogni diritto positivo, qualunque ne sia il legislatore, può essere valutato nel suo contenuto etico e conseguentemente nella legittimità del comando e nella obbligatorietà dell’adempimento. Quelle leggi umane che sono in contrasto insolubile col diritto naturale, sono affette da vizio originale, non sanabile né con le costrizioni né con lo spiegamento di forza esterna“.
(AP)



