Belluno. Sabato 6 giugno alle ore 17.00 nella sede del Circolo culturale “La Terra dei Padri – Belluno APS” in via dei Molini, 10 Borgo Piave, (davanti alla chiesa di San Nicolò) si terrà la presentazione del saggio di Giuseppe Scalici, storico e saggista, dal titolo “Quel filosofo deve morire. Giovanni Gentile: la damnatio memoriae e l’eredità spirituale”, Idrovolante edizioni, scritto a quattro mani con Francesco Ingravalle, già docente in “Storia delle Istituzioni politiche” all’Università degli Studi del Piemonte Orientale.
Il libro
Il 15 aprile 1944 Giovanni Gentile viene assassinato a Firenze in un clima di guerra civile, tradimenti, resa morale e dissoluzione dello Stato.
Il suo assassinio è stato presentato come un atto “necessario” della resistenza, ma fu l’esito di un contesto politico e culturale segnato da disfattismo, propaganda e odio ideologico. Questo libro ricostruisce l’assassinio di Gentile come un delitto politico esemplare, inserendolo nel quadro della crisi dell’estate-autunno 1943, dell’armistizio, dell’occupazione alleata e della nascita di una guerra fra italiani. Attraverso documenti, scritti coevi, testimonianze e un’analisi critica delle versioni ufficiali, gli autori smontano la narrazione consolatoria costruita nel dopoguerra e indagano responsabilità, mandanti morali e clima culturale che rese possibile l’omicidio del filosofo.
Ne emerge il ritratto di un’Italia sconfitta prima ancora che militarmente: un Paese che, eliminando Gentile, sancì simbolicamente la propria resa etica e spirituale.
«L’assassinio di Giovanni Gentile non fu un atto isolato né un episodio marginale della guerra civile, ma il prodotto di un clima politico e morale in cui la delegittimazione dell’avversario aveva già preparato la sua eliminazione fisica. Prima dei colpi di pistola vennero le parole, prima della violenza l’isolamento, prima dell’esecuzione la costruzione di una colpa simbolica. In questo senso, Gentile fu ucciso due volte: nel corpo e nella memoria».
Gli autori
Francesco Ingravalle (Venezia, 1956), già ricercatore confermato in “Storia delle Istituzioni Politiche” presso l’Università degli Studi del Piemonte Orientale.
Tra i suoi lavori: Che cos’è la storia delle dottrine politiche? (2013), Che cos’è la storia delle istituzioni politiche? (2014), Il mito del regresso e il nichilismo politico (2015); Lo Stato riformatore. Carlo Francesco Ferraris: intellettuale e funzionario (1850-1924) (2021).
Giuseppe Scalici (Feltre, 1957) Laureato in Filosofia a Cà Foscari (Venezia) con una tesi sull’Ermetismo di Giordano Bruno, ha insegnato per decenni nei Licei.Si occupa, oltre che di tematiche attinenti al suo corso di studi, di ricerca storica, di religiosità e tradizioni indoeuropee.Ha pubblicato, oltre a numerosi articoli in diversi periodici (Orion, Polemos, Polaris etc.) e a contributi in volumi collettanei, testi come La Città del Sole di Tommaso Campanella e il pensiero utopistico tra Cinquecento e Seicento (Torino, Paravia, 1992), 1944: la distruzione. La guerra aerea in Italia e le sue conseguenze (Città di Castello, Ed. Nuovaprhomos, 2015); G.Bruno, Cabala del cavallo pegaseo (Polis working papers n.230, Università del Piemonte orientale, 2015. Introduzione e commento all’opera, in collaborazione con il prof. Francesco Ingravalle); Lucrezio filosofo della totalità (Milano, Ritter, 2021). Ha tenuto conferenze ed interventi radiofonici su vari argomenti storici, filosofici e di attualità politica. Attualmente fa parte del Centro Studi Polaris e della Redazione di Radio Kulturaeuropa.
L’iniziativa è del Circolo culturale “La Terra dei Padri – Belluno APS” “, presieduta dal professor Francesco Demattè, in accordo con la Delegazione bellunese della Lega Nazionale di Trieste.
