Belluno – Un episodio di violenza gratuita e inaudita ha scosso il cuore della città in una tranquilla notte di sabato dello scorso 22 marzo. Il contatto tra aggressori e la vittima, un cittadino di origini egiziane del 1980, avviene nei pressi del tabacchino sotto i portici al centro di piazza dei MartiriE’ successo In pieno centro storico, nei pressi di Piazza dei Martiri, un cittadino di origini egiziane del 1980. Tutto inizia con un semplice scambio di parole, poi l’escalation l’aggressione e l’inseguimento della vittima che fugge per via Roma e poi via Loreto. Un’aggressione brutale da parte del branco composto da sei giovanissimi bellunesi, tra cui due minorenni.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori della Squadra Mobile, guidati dalla dirigente Cristina Rizzo, l’incontro tra il gruppo e la vittima è avvenuto in modo del tutto casuale attorno alle 3:00 del mattino. Quello che era iniziato come uno scambio verbale apparentemente tranquillo è degenerato rapidamente in una violenta escalation.
L’uomo è stato aggredito a più riprese:
Prima aggressione: un diverbio sfociato in una spinta iniziale.
Inseguimento: la vittima ha tentato di fuggire, ma è stata raggiunta e colpita nuovamente.
Il pestaggio finale: raggiunto per la terza volta, l’uomo è stato scaraventato a terra e colpito con estrema ferocia, ricevendo persino dei calci in pieno volto.
L’intervento di un passante, attirato dalle grida della vittima, ha evitato il peggio, mettendo in fuga gli aggressori e permettendo l’arrivo dei soccorsi del 118 e delle volanti della Polizia. L’uomo è stato trasportato in ospedale con lesioni al volto e vistosi ematomi su tutto il corpo.
A incastrare i responsabili è stata l’analisi incrociata dei sistemi di videosorveglianza cittadina. Ma c’è un dettaglio che ha reso la vicenda ancora più inquietante: l’aggressione è stata filmata e il video è stato successivamente divulgato su diverse chat di WhatsApp.
“Non si è trattato di una semplice ‘bravata’, ma della commissione di reati gravi che avrebbero potuto avere conseguenze drammatiche”, ha dichiarato il Questore Roberto Della Rocca.
I sei indagati sono tutti residenti nel bellunese, nati tra il 2006 e il 2008. Tra i quattro maggiorenni, uno risulta avere già precedenti specifici per lesioni. Nonostante la gravità del fatto, gli inquirenti hanno riscontrato un preoccupante clima di omertà tra alcuni conoscenti dei ragazzi, sebbene altri giovani abbiano collaborato fornendo elementi utili all’identificazione.
Il Questore Della Rocca ha espresso profonda amarezza per l’assenza di motivazioni dietro il gesto: “La domanda che mi pongo, come questore e come padre, è: perché? Non c’è una motivazione politica o personale. È un segnale di un disagio sociale e di una mancanza di consapevolezza delle proprie azioni che non possiamo ignorare”.
Gli investigatori hanno anche accertato la divulgazione dell’aggressione tramite i canali social.
Attualmente è in corso un procedimento penale e il Questore sta valutando l’adozione di rigorose misure di prevenzione nei confronti dei giovani coinvolti, per dare un segnale forte alla cittadinanza e alle famiglie.



