Belluno, 30 maggio 2026 – Un vero e proprio colpo di scena riapre la partita sul destino dei tigli di via Feltre. A pochissime ore dalla presentazione del ricorso da parte di Italia Nostra Aps, il Presidente della Quarta Sezione del Consiglio di Stato, Vincenzo Neri, ha firmato un decreto presidenziale d’urgenza che blocca immediatamente l’abbattimento degli alberi ancora in piedi.
La decisione, pubblicata in data odierna 30 maggio 2026, rappresenta una cruciale vittoria temporanea per gli ambientalisti. Italia Nostra ha infatti impugnato l’ordinanza cautelare precedentemente emessa dal TAR Veneto (Sezione Seconda n. 00302/2026), che aveva invece dato il via libera alle operazioni del Comune.
Una corsa contro il tempo
Il decreto presidenziale inaudita altera parte (cioè pronunciato prima ancora dell’audizione delle controparti) è uno strumento eccezionale. Il Presidente ha riconosciuto la sussistenza dei presupposti di “estrema gravità e urgenza” previsti dal codice del processo amministrativo: procedere al taglio delle piante adesso determinerebbe infatti un effetto gravissimo, irreversibile e irreparabile, rendendo del tutto inutile qualsiasi decisione successiva dei giudici.
Nel testo del decreto si legge chiaramente la volontà di:
«Mantenere la situazione di fatto inalterata fino alla decisione in sede collegiale dell’appello cautelare»
Disponendo di conseguenza che:
«Prima di procedere al taglio dei tigli, si attenda la decisione che il Collegio assumerà all’udienza camerale»
Cosa succede adesso
L’effetto inibitorio e il salvataggio dei tigli non sono definitivi, ma rimarranno validi fino a quando il Consiglio di Stato non si riunirà in sede collegiale. In quella sede, garantendo il pieno contraddittorio tra Italia Nostra e le amministrazioni coinvolte (tra cui il Comune e la Provincia di Belluno), i magistrati entreranno nel merito della sospensiva.
Per il momento, le motoseghe devono restare spente: la Segreteria del Consiglio di Stato è già stata incaricata di fissare l’udienza camerale nei tempi strettissimi previsti dalla legge.
Anche i divieti di sosta dal 1° al 3 giugno già posizionati per il via alle motoseghe, per il momento, dovranno aspettare.
La battaglia verde di via Feltre continua.
