Belluno, 30 maggio 2026 – È un vero e proprio muro contro muro quello che è andato in scena questa mattina in piazza Duomo a Belluno, teatro di una conferenza stampa pubblica indetta da Italia Nostra per dare voce al dissenso dei residenti e chiedere l’immediata sospensione del taglio dei tigli in via Feltre.

Al centro della contestazione vi è la seconda parte del viale, dove i cittadini e gli ambientalisti chiedono di salvare le piante ancora rimaste e di fermare un intervento ritenuto calato dall’alto e privo di una reale condivisione.
A guidare la protesta è Giovanna Ceiner, presidente di Italia Nostra Belluno, che ha voluto fare chiarezza fin da subito sulle azioni legali intraprese dall’associazione e sulle proposte concrete avanzate all’amministrazione:
«Abbiamo appellato al Consiglio di Stato l’ordinanza del TAR che ha rifiutato la sospensiva cautelare. Quindi abbiamo chiesto al Consiglio di Stato attraverso una istanza un decreto monocratico di sospensiva. E comunque vorrei fugare ogni dubbio: noi non siamo il partito del no a prescindere. Noi facciamo anche delle proposte. Quando abbiamo incontrato il sindaco, abbiamo portato delle proposte chiedendo di rivedere il progetto con degli architetti urbanisti, con degli esperti di pianificazione del verde».
Anacleto Boranga, divulgatore naturalistico, ha smontato la tesi del Comune secondo cui l’abbattimento sarebbe l’unica soluzione per risolvere i problemi legati ai marciapiedi danneggiati dalle radici: «Io spero che ancora ci sia la possibilità di tenere in vita i pochi alberi che sono rimasti. Nella relazione del progetto, che sicuramente va nella direzione della riqualificazione, non era indispensabile abbattere gli alberi. Nella relazione, infatti, si dice testualmente che gli alberi vengono abbattuti per i danni provocati ai marciapiedi. Come vedete sottolinea Boranga esibendo delle foto – qui il problema era semmai quello delle manutenzioni dei marciapiedi che non è stata fatta, salvo questi due tratti, dagli anni ’90, giunta Fistarol. Come si fa oggi a dire abbattiamo gli alberi perché c’è questo problema dei marciapiedi»? Boranga ha poi sollevato una dura critica sul metodo adottato: «Il sindaco ha messo come pilastro, del suo mandato l’ascolteria. Che tuttavia non è mai stata attuata. E allora questo è un problema di metodo, e di merito».
La voce della cittadinanza è stata rappresentata anche dalle nuove generazioni. Nicole, studentessa residente in via Feltre, ha espresso con forza il disagio quotidiano e psicologico che questa decisione comporta, specialmente nei mesi estivi: «…è atroce – ha detto – a scuola sono tutti con il ventaglio e non immagino camminare con lo zaino pesante su quella via e, dove tra l’altro io ci vivo, quindi apro la finestra e cosa vedo? Il cemento. È l’unica cosa che vedo. Io non pretendo che le mie parole facciano qualcosa, ma almeno fermare e dire: Okay, aspettiamo almeno settembre, per le persone, per gli anziani. Perché come si fa a camminare sotto il sole d’estate senza alberi se fa caldissimo»?
Infine, a testimoniare lo stupore e il rammarico del quartiere è intervenuto il signor Giacomo, anche lui residente in via Feltre, che ha evidenziato come l’accelerazione impressa dal Comune sia giunta in totale contrasto con le richieste della cittadinanza: «Anch’io sono rimasto estremamente stupito da questo gesto – ha detto – da questa decisione inaspettata che è stata presa, e non può essere motivata assolutamente da nulla. Perché al di là della violazione delle leggi che tutelano le piante in stato di vegetazione, la nidificazione, eccetera, questo appare come un gesto del tutto immotivato, un’accelerazione voluta dal Comune rispetto a istanze diverse che erano state presentate da molta parte della cittadinanza, che invitavano al ragionamento, alla riflessione e anche a questa situazione di inasprimento dei toni con l’inevitabile ricorso alle vie legali».
La protesta di piazza Duomo si chiude con un appello chiaro all’amministrazione comunale: fermare i tagli, attivare quel principio di “ascolteria” tanto sbandierato in campagna elettorale e rimettersi attorno a un tavolo con esperti per salvare il patrimonio verde rimasto in via Feltre.
