Belluno, 29 maggio 2026 – “La Macroregione Alpina è il cuore pulsante della manifattura europea: il blocco del Brennero è un atto grave, che deve interrogare la politica ai suoi massimi livelli. Di fronte a quello che rischia di diventare un pericoloso precedente, serve studiare un nuovo piano di mobilità per l’Europa centrale, fatto di nuovi corridoi tecnologici e assi viari. Bisogna approntare una redistribuzione dei flussi attraverso le Alpi e farlo in modo intelligente. Un “piano B” c’è ed è la realizzazione di uno sbocco a nord, veloce e sostenibile, tra Veneto Orientale, Austria e Germania. Lo diciamo da tempo: la questione non è più eludibile”.
A dirlo è Lorraine Berton, presidente di Confindustria Belluno Dolomiti, che così interviene sull’ormai imminente blocco del Brennero.
“Non entro nel merito delle rivendicazioni e della natura della mobilitazione, ma certo non si può fermare lo sviluppo di un’intera area che costituisce la spina dorsale d’Europa. Sul Brennero si stanno accumulando da tempo troppe tensioni e le Istituzioni comunitarie devono farsi carico di trovare delle soluzioni alternative in grado di riequilibrare i territori”.
La stessa Berton fa riferimento al recente regolamento per lo sviluppo della rete transeuropea dei trasporti (la cosiddetta TEN-T) con l’obiettivo di costruire una rete integrata, sostenibile e resiliente come base del mercato unico: “Dalle parole però bisogna passare ai fatti e superare sterili ideologie o campanilismi: tecnologie e nuovi materiali giocano a favore di collegamenti sostenibili e all’avanguardia, con impatto ambientale e paesaggistico ridotti”, rimarca Berton.
“L’Asse Nord-Sud va potenziato come fatto negli anni con quello Est-Ovest, dai lavori sull’A4 al Passante di Mestre, passando per la Superstrada Pedemontana Veneta o l’Alta Velocità. Non è una questione locale, ma europea in un momento in cui le imprese del Vecchio Continente sono chiamate ad accelerare ed essere più competitive”, la conclusione di Berton.
