Belluno, 24/05/2026 – L’assessore Marco Dal Pont, responsabile delle politiche sociali nella Giunta De Pellegrin, oggi ricorda ai cittadini bellunesi quanto sia importante destinare il 5×1000 ai servizi sociali comunali perché – per usare le sue parole – i costi sono alti e la richiesta aumenterà nel tempo.
Ben venga, ovviamente, che i bellunesi scelgano di essere solidali e di destinare una parte delle proprie donazioni alle istituzioni. Allo stesso tempo, è ora di chiedere a queste stesse istituzioni di fare la propria parte e di mettere a terra tutte le risorse ferme da anni nei meandri di Palazzo Rosso.
E parliamo di cifre a sei zeri.
Qualche esempio? I progetti della parte sociale del PNRR, per i quali sono stati spesi poco meno di duecentomila euro a fronte di tre milioni (tre!) di finanziamenti ottenuti. Ci sono poi le risorse dal Fondo Povertà, fondi regionali e nazionali destinati al contrasto dell’esclusione sociale. Il Comune di Belluno, giusto per citare un dato, ha rendicontato un terzo delle risorse spese nello stesso periodo dal Comune di Feltre, su un fondo complessivo di oltre 250 milioni di euro. Non proprio briciole.
C’è, di fondo, una convinzione abbastanza radicata nel centrodestra, ovvero che le politiche sociali siano affare di pochi disgraziati. Questo pregiudizio è la negazione di ogni principio di welfare generativo, che si fonda su presupposti esattamente opposti: comprensione, protezione e promozione.
La sfida, quindi, dovrebbe essere quella di riuscire a intercettare e prevenire le situazioni di disagio, non aspettare che il problema bussi alle porte del Comune, magari con un cartello al collo con scritto “sono povero”.
Un quadro reso ancora più grave dal fatto che il Comune di Belluno ha il ruolo di ente capofila dell’Ambito VEN_01, in cui rientrano oltre 40 comuni del territorio provinciale. Il capoluogo ha quindi la responsabilità, probabilmente non ancora pienamente compresa, di rendere operativa la gestione associata dei servizi: sia dal punto di vista organizzativo (con strutture dedicate e un’adeguata dotazione di personale), sia da quello politico, stabilendo le funzioni, le materie, la tipologia di servizi e gli interventi.
Tutti aspetti mai citati dall’assessore nelle sue analisi. Un silenzio che, purtroppo, dice tutto.
PD Città di Belluno
