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Il cordoglio per la morte di Gianclaudio Bressa, già parlamentare, sottosegretario e sindaco di Belluno

Belluno, 18 maggio 2026 – “Ha sempre portato avanti le ragioni della montagna e delle terre alte con pragmatismo e autorevolezza. Oggi perdiamo un amministratore e politico di rara preparazione”.
Con queste parole, Lorraine Berton, presidente di Confindustria Belluno Dolomiti, esprime il proprio cordoglio, quello del Consiglio di Presidenza e dell’intera Associazione, per la scomparsa di Gianclaudio Bressa, 70 anni, già sindaco di Belluno, più volte parlamentare e sottosegretario di Stato.
“Bressa amava sempre richiamare l’articolo 44 della Costituzione, quello sulla valorizzazione delle zone montane del Paese. Della montagna è stato un profondo conoscitore e difensore. Ci stringiamo attorno a familiari, collaboratori e colleghi di partito”.

Venezia, 18 maggio 2026  – “Con la scomparsa di Gianclaudio Bressa viene meno una figura che ha saputo interpretare con intelligenza il ruolo delle autonomie locali e delle comunità di montagna. Nella sua carriera politica ed amministrativa, ha rappresentato un punto di raccordo autentico tra territori accomunati dalle stesse esigenze e dalla stessa identità alpina. In particolare, nel corso della sua lunga esperienza parlamentare e di governo ha lavorato sui temi del regionalismo, delle autonomie speciali e della valorizzazione delle realtà montane, contribuendo a rafforzare il dialogo istituzionale tra lo Stato e i territori. Il suo impegno per un modello di autonomia responsabile e vicina alle comunità resta un riferimento importante anche nel dibattito sul regionalismo differenziato e delle specialità territoriali, temi che ci hanno visto dialogare più volte. Alla famiglia e a tutti coloro che gli sono stati vicini rivolgo il più sincero cordoglio”. Così l’assessore regionale alla montagna Dario Bond ricorda Gianclaudio Bressa, scomparso oggi improvvisamente all’età di 70 anni.

“Con Gianclaudio Bressa Belluno perde un uomo che ha vissuto la politica come servizio e responsabilità verso la comunità, dedicando gran parte della propria vita alle istituzioni. Lo dimostrano i numerosi incarichi amministrativi, parlamentari e di governo ricoperti nel corso della sua lunga esperienza pubblica”. Così il sindaco di Belluno, Oscar De Pellegrin, nella nota di cordoglio per la scomparsa improvvisa del noto politico. “Il suo legame con la città e con l’intero territorio bellunese è sempre rimasto forte e autentico, a partire dall’esperienza come sindaco di Belluno dal 1990 al 1993. Anche negli anni dell’impegno a Roma ha continuato a mantenere alta l’attenzione verso la nostra provincia, facendosi interprete delle esigenze delle comunità di montagna; tra le sue battaglie, ricordo quella per la tutela delle minoranze linguistiche. Alla sua famiglia, ai suoi cari e a quanti hanno condiviso con lui un percorso umano e istituzionale rivolgo, a nome dell’amministrazione comunale e dell’intera città di Belluno, il più sincero pensiero di vicinanza”.

“La città di Belluno perde una figura che per tanti anni si è distinta per l’impegno amministrativo e politico, come Sindaco, Parlamentare e membro di più Governi. La serietà personale e intellettuale con cui ha ricoperto i suoi incarichi rimarrà nella memoria. Ai famigliari e a chi gli ha voluto bene rivolgo le mie condoglianze”. Così il Presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, esprime il suo cordoglio per la scomparsa dell’ex Parlamentare e Sindaco di Belluno Gianclaudio Bressa. “Eletto nella circoscrizione Alto Adige – ricorda Stefani – Bressa ebbe un ruolo attivo nel dibattito sulle questioni dell’autonomia. Pur rappresentando gli elettori altoatesini, egli non dimenticò comunque quelle che erano le sacrosante aspirazioni dei veneti”

“Non sono tante le persone in grado di lasciare un segno profondo nel panorama politico locale e nazionale. Gianclaudio Bressa era tra questi“. Così il sindaco di Longarone Roberto Padrin in una nota di cordoglio per la scomparsa del noto politico, già sottosegretario agli affari regionali. “ ricordo la sua scrivania piena di fascicoli e faldoni nel periodo in cui, da presidente della provincia, discutevamo con lui sugli esiti del referendum autonomista bellunese. Ricordo anche il suo impegno per trovare una soluzione nell’anno complicato in cui la provincia non aveva le risorse per onorare la convenzione con Veneto Strade. Se ne va un uomo che da Sindaco di Belluno ha amato la sua città, da sottosegretario ha avuto un occhio di riguardo per il suo territorio. Un politico di altissima caratura, preparato e competente, di quella vecchia scuola che oggi un po’ ci manca”.

«Con la scomparsa di Gianclaudio Bressa perdiamo una figura di grande spessore. Da uomo delle istituzioni, già sindaco di Belluno, promotore de L’Ulivo e dirigente del Pd, è stato protagonista di un pezzo importante della storia politica del nostro Paese». Così i consiglieri regionali del Pd esprimono il loro «profondo cordoglio» per la scomparsa di Gianclaudio Bressa. «Il suo lavoro e il suo contributo sul fronte del regionalismo e delle autonomie locali è stato condotto con competenza e costanza. Padre dell’autonomia differenziata, ha partecipato da protagonista alla riforma del titolo V della Costituzione e alla promozione della prima legge sulle aree di confine». I consiglieri dem ricordano ancora Bressa come «persona di grande intelligenza, generosità e solarità. Un uomo che ha portato avanti con tenacia e determinazione il proprio lavoro, sempre nell’interesse dell’Italia e con particolare attenzione nei confronti dei territori di Belluno e della provincia di Bolzano, in cui ha vissuto ed è stato a lungo un punto di riferimento».

Con la scomparsa di Gian Claudio Bressa se ne va un politico e amministratore competente, preparato, fortemente convinto della necessità di dare maggiore responsabilità e capacità di decisione ai territori, il Comune di Belluno dove è stato Sindaco e poi al Veneto in qualità di Sottosegretario di Stato. La società regionale perde non solo un uomo delle istituzioni, ma per me un amico fraterno, con cui ho condiviso militanza, studio e passione politica sin dagli inizi degli anni Settanta del secolo scorso nel Movimento Giovanile della Democrazia Cristiana. Nel 1976, insieme ad altri organizzammo un convegno dal titolo: “Perché SÌ alla città metropolitana composta da Padova–Treviso–Venezia”. Un progetto allora accantonato perché “prima bisognava fare le Regioni”. Ebbene, cinquanta anni dopo, non abbiamo né la Patreve né una Regione forte e autonoma. Un paradosso che pesa come un macigno sulla storia politica veneta. In questo scenario vuoto e asfittico, il momento più alto e concreto fu proprio quello colto dal Sottosegretario Gianclaudio Bressa, quando a fine febbraio 2018 firmò — con il Presidente Luca Zaia — la pre intesa per l’Autonomia Differenziata. Un accordo serio, completo, tecnicamente solido: il massimo che si potesse ottenere in quel contesto politico-istituzionale. Poi, però, tutto si è dissolto. Non per ostacoli insormontabili, ma per inerzia politica, per mancanza di volontà, per la scelta — consapevole — di non portare a compimento ciò che era stato conquistato. E quando (forse) arriverà in porto l’accordo Calderoli–Zaia del novembre scorso, vi invito a fare come nelle vignette della Settimana Enigmistica: trovate le differenze. Perché differenze ce ne sono, e non a vantaggio del Veneto. Nei messaggi di cordoglio e stima rivolti in queste ore a Gianclaudio Bressa, quell’accordo — non attuato — non compare tra i meriti riconosciuti. Ma questo silenzio non sorprende: è il riflesso della sciatteria politica che da anni accompagna il tema dell’autonomia in Veneto. Una tristezza quotidiana che non rende onore né alla verità dei fatti né alla memoria di chi, come Gianclaudio, ha fatto la propria parte fino in fondo e da Sindaco di Belluno e da Sottosegnarlo di Stato.
19 maggio 2026 Enzo De Biasi

Il Presidente del Lions Club Belluno, Alessandro Toscano, assieme a tutti i soci ricorda con commosso affetto la figura di Gianclaudio Bressa, che nella sua straordinaria carriera politica, ha servito Belluno come consigliere, assessore e sindaco, per divenire poi Onorevole per cinque legislature, quindi Senatore e per quattro volte sottosegretario.
Eppure, nella sua vocazione al servizio, ha trovato il tempo per essere anche socio del nostro Lions Club per quasi una decina di anni, tra la fine degli anni Ottanta e il 1996, quando i nuovi impegni romani gli impedirono di continuare a garantire la sua partecipazione.
Un amico generoso e competente, ironico e costruttivo, che ha dato molto al Lionismo, alla sua Città e al suo Paese.
Un esempio per tutti noi.