Statistiche web
13.9 C
Belluno
mercoledì, Aprile 29, 2026
HomeLavoro, Economia, TurismoSulle Dolomiti bellunesi la rivoluzione solidale della CER "Monte Pizzocco", dove l'energia...

Sulle Dolomiti bellunesi la rivoluzione solidale della CER “Monte Pizzocco”, dove l’energia rinnovabile diventa welfare

Un modello inedito per le aree montane: la Comunità Energetica Rinnovabile rinuncia alla ripartizione degli utili tra i singoli soci e il 100% degli incentivi derivanti dall’energia condivisa della CER viene versato ai piccoli Comuni montani per finanziare la spesa sociale

Produrre energia rinnovabile sul territorio per finanziare i costi sociali del proprio territorio come l’assistenza agli anziani, l’aiuto alle famiglie in difficoltà, il supporto scolastico e i servizi per le disabilità. Accade nella Valbelluna, all’ombra delle Dolomiti Bellunesi, dove la Comunità Energetica Rinnovabile (CER) “Monte Pizzocco” ha introdotto un modello di ripartizione che promette di fare scuola in Italia, unendo transizione ecologica e contrasto allo spopolamento montano.

A differenza delle tradizionali CER, dove i ricavi generati dalla condivisione dell’energia vengono spartiti tra i soci iscritti, la “Monte Pizzocco” ha compiuto una scelta di campo radicale: la quota di incentivo generata dall’energia condivisa e distribuita dal GSE non viene trattenuta dalla CER né redistribuita ai singoli soci. L’intero importo viene infatti trasferito ai piccoli comuni montani, soci e non, che sottendono alla cabina primaria di riferimento.

Questi ultimi, in conformità con gli obblighi definiti da regolamento della CER, sono tenuti a impiegare tali risorse esclusivamente a sostegno della spesa sociale del proprio bilancio comunale. Ogni kilowattora condiviso tra produttori e consumatori si traduce così in risorse aggiuntive per i servizi di welfare territoriale: dal sostegno alle famiglie in difficoltà economica, ai servizi per persone con disabilità.

“Per i soci consumer, la partecipazione alla CER non genera incentivi economici diretti nella loro sfera personale o nelle loro bollette. Il valore della loro adesione risiede nel contributo che forniscono al sistema collettivo e, di riflesso, ai servizi sociali del loro territorio.” riferisce Michele Argenta, presidente della CER.

I primi risultati concreti: 4.000 euro per il sociale

Iscritta ufficialmente al GSE dal 1° settembre 2024, la CER ha da poco approvato il bilancio relativo al biennio di avvio 2024/2025, dimostrando che il modello funziona ed ha ricadute effettive sul territorio. L’efficacia dell’autoconsumo collettivo ha generato un incentivo totale di oltre 5.600 euro. Di questi, tolte le fisiologiche spese di gestione, l’assemblea ha deliberato di stanziare un avanzo netto di ben 4.000 euro da destinare interamente al fondo per i “Progetti Speciali”. Questi fondi non andranno nelle tasche dei singoli privati, ma sono stati ripartiti tra i Comuni sottesi alla cabina primaria di riferimento – San Gregorio nelle Alpi, Sospirolo, Borgo Valbelluna, Santa Giustina e Sedico – con il vincolo assoluto di utilizzarli per interventi in ambito sociale.

Secondo Enrico Lanciano, vicesindaco del Comune di San Gregorio Nelle Alpi, “Come Comune promotore siamo molto orgogliosi di vedere i primi risultati concreti della CER Monte Pizzocco. Ricevere i primi incentivi è una vittoria per tutta la comunità ed è la dimostrazione che investire nelle rinnovabili significa anche investire nel territorio e nelle fasce della popolazione che sono più vulnerabili”

Una Comunità in espansione

La risposta del territorio è stata entusiasta. Ad oggi, la CER conta già decine di adesioni, con 94 contatori (POD) iscritti in anagrafica. Di questi, ben 71 sono già stati formalmente validati dal GSE e partecipano attivamente al sistema di incentivazione nazionale (69 semplici consumatori e 2 produttori). L’obiettivo strategico per il 2026 è ora quello di massimizzare il numero di soci che installano impianti di produzione propri, trasformandoli in “prosumer” attivi, riducendo così la dipendenza energetica dell’intero territorio montano e aumentando la consapevolezza energetica in questo contesto geopolitico dove le rinnovabili sono protagoniste della sovranità energetica.

La transizione energetica, per la CER Monte Pizzocco, diventa così la chiave per garantire un futuro sostenibile ed equo ai piccoli comuni di montagna, trasformando l’energia rinnovabile in una vera opportunità per il territorio.