Si è svolto il 20 aprile 2026 presso la Sala Polifunzionale di Dosoledo (Comelico Superiore) l’atteso convegno “Comelico in Salute”, un momento fondamentale di confronto sull’alleanza tra il Servizio Sanitario e la comunità per la promozione della salute negli ambienti di vita e di lavoro della Val Comelico. L’evento, introdotto dai saluti delle autorità dei cinque Comuni del territorio e fortemente voluto dal gruppo di lavoro guidato da Amedeo Buzzo, ha seguito un denso programma articolato in sessioni tematiche coordinato da Giustina De Silvestro.
Dati epidemiologici e schede progettuali La prima sessione, moderata dal direttore sanitario dell’Ulss Dolomiti Sandro Cinquetti, ha fornito una chiara fotografia dello stato di salute del territorio. Alessandra Buja (Università di Padova) ha illustrato i dati demografici, evidenziando una diminuzione della popolazione residente in Comelico del 18% (dal 2001) e un indice di vecchiaia pari a 302,3, nettamente superiore alla media regionale del 195,1. La Prof.ssa Buja ha inoltre acceso i riflettori sugli stili di vita, in particolare sui tassi di consumo di alcol a rischio e binge drinking, superiori nel territorio rispetto alla media veneta, ribadendo la necessità di agire su 5 priorità strategiche di salute comunitaria, a partire dal contrasto alla solitudine. A seguire, Nahuel Fiorito ha presentato un focus sull’incidenza dei tumori dell’apparato digerente. I dati hanno mostrato come, dopo una lunga serie di dati stabili, si sia registrata una significativa riduzione dell’incidenza dei tumori colon-rettali nell’ultimo decennio, un risultato diretto e positivo dei programmi di screening consolidati sul territorio.
Risultati e nuove prospettive: lo stato di avanzamento del progetto I referenti del Dipartimento di Prevenzione, Jacopo Fagherazzi e Alberto Lovat, hanno illustrato le azioni concrete messe in campo per rispondere alle priorità individuate. Tra i progetti di maggior successo spiccano le iniziative per il miglioramento degli stili di vita, come “1 km al giorno” e il concorso per la merenda sana nelle scuole, e il progetto di partecipazione intergenerazionale “Scambi Genera…Attivi”, un ponte di dialogo e competenze digitali tra studenti e anziani per contrastare l’isolamento e promuovere l’invecchiamento attivo. È stata inoltre sottolineata l’importanza della mappatura e della formazione sull’uso dei defibrillatori nelle scuole e nei paesi.
Salute Mentale, Dipendenze, Infanzia-Adolescenza-Famiglia La sessione centrale, coordinata dal direttore dei servizi sociali e sociosanitari Paola Paludetti, ha affrontato le nuove linee di sviluppo socio-sanitario. Aldo Gatto, direttore del Dipartimento di Salute Mentale, ha aperto i lavori sottolineando l’importanza di un patto di comunità per prevenire e intercettare il disagio psichico.
Anna Franceschini, direttore del SerD, ha poi illustrato l’evoluzione dei servizi per le dipendenze, concentrandosi sull’implementazione del progetto “Fuoriposto/Safe Night” nelle “terre Alte”. Ha annunciato l’imminente acquisto di una nuova Unità Mobile e l’uso di nuove tecnologie per osservare da vicino le dinamiche giovanili e favorire l’intercettazione precoce dei comportamenti a rischio, ribadendo che la collaborazione con le amministrazioni comunali e il tessuto associativo è vitale per la riuscita di questi interventi di prossimità.
Di grande impatto l’intervento della direttrice del servizio Infanzia Adolescenza Famiglia Cristina Micheluzzi sulle sfide dell’adolescenza. Ha spiegato come la socialità sia passata “dalla piazza al display”, rendendo lo smartphone sia una finestra sul mondo che un rischio di isolamento per i ragazzi delle aree montane, la cui identità è costantemente sottoposta al giudizio dei “like”. Ha inoltre analizzato “l’effetto post-covid” come acceleratore di ansie da prestazione, richiamando l’importanza della scuola come ultimo “laboratorio di umanità” per arginare fenomeni come il cyberbullismo. Presentando i servizi territoriali a supporto dei giovani, come lo Spazio Adolescenti, ha lanciato un forte appello alla “Comunità Educante”: non servono “genitori-poliziotti”, ma “adulti-porto”, chiudendo con la riflessione che “Il porto non insegue la nave in mare, ma tiene le luci accese perché la nave sappia sempre dove tornare durante la tempesta”.
Territorio, Case della Comunità e Tavola Rotonda La giornata si è avviata alla conclusione con l’intervento di Marta Bramezza, coordinatrice instancabile del “Gruppo Sociale Comelico”, seguito dalla presentazione del direttore del Distretto Lucia Dalla Torre sulle innovazioni della medicina del territorio tramite le Case della Comunità, pensate per offrire un’assistenza integrata e di prossimità.
L’evento si è chiuso con una ricca Tavola Rotonda, moderata da Livio Olivotto, che ha visto dialogare medici di base (Alessandro Bettini), pediatri (Enrica Fornaro), il mondo della scuola (il dirigente Samuele De Bettin, l’insegnante Elisa Fontana e gli studenti dell’IIS “E. Fermi”), istruttori sportivi e i Sindaci dei Consigli Comunali dei Ragazzi.
Un confronto corale che ha confermato il messaggio di fondo del progetto “Comelico in Salute”: la tutela della salute richiede una trasformazione che metta in rete tutte le strutture e le risorse della comunità.
“Questo è un esempio di quello che significa lavorare insieme nella, per e con la Comunità per la salute, in modo sostenibile” ha concluso il commissario Dal Ben
