Martedì 21 aprile a Belluno la presentazione dell’autobiografia postuma “L’avventura di un ricercatore”. Un viaggio tra scienza e vita, dalle foreste equatoriali al legame profondo con la terra di Buzzati.
«Il lavoro migliore è quello che piace più di qualunque gioco». In questa frase è racchiuso lo spirito di Luigi Luca Cavalli-Sforza, uno dei più grandi scienziati del Novecento, capace di rivoluzionare la nostra comprensione di chi siamo e da dove veniamo. Martedì 21 aprile, alle ore 18.00, la prestigiosa cornice di Palazzo Crepadona ospiterà la presentazione di Luigi Luca Cavalli-Sforza, l’avventura di un ricercatore, l’autobiografia pubblicata recentemente da La Nave di Teseo.
Un racconto a quattro mani
Il volume, scritto insieme al figlio Francesco, non è solo un resoconto accademico, ma un intreccio indissolubile tra scoperte rivoluzionarie e vita privata. Durante la serata, Francesco Cavalli-Sforza introdurrà l’opera raccontando come il padre sia riuscito a fondere l’entusiasmo per l’ignoto con il rigore del metodo scientifico. Sarà un momento di grande emozione familiare e scientifica, che vedrà la partecipazione – in presenza o in collegamento – di tutti e quattro i figli dello scienziato.
Dalla genetica alle radici dell’umanità
Nato a Genova nel 1923 e scomparso a Belluno nel 2018, Luigi Luca Cavalli-Sforza ha segnato la biologia contemporanea. Formatosi tra Pavia e Cambridge, sotto la guida di giganti come Adriano Buzzati-Traverso e Ronald Fisher, ha portato la sua ricerca nelle università di Parma e Stanford.
Il suo contributo è stato pionieristico:
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L’evoluzione del caso: ha dimostrato l’importanza della deriva genetica.
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La storia delle migrazioni: attraverso l’analisi del cromosoma Y, ha ricostruito i movimenti dell’umanità moderna sul pianeta.
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Culture a confronto: ha studiato il legame tra evoluzione biologica e culturale, analizzando come le idee si trasmettono in modo simile ai geni.
Famose restano le sue spedizioni tra i Pigmei della foresta equatoriale e il “Progetto della diversità genomica umana”, nato per mappare il DNA dei popoli indigeni e preservare la memoria biologica della nostra specie.
L’omaggio alla “sua” Belluno
L’evento di Palazzo Crepadona vuole anche sottolineare il legame profondo che lo scienziato ebbe con il territorio bellunese. Un legame nato dall’amore: il matrimonio con Alba Ramazzotti, nipote dello scrittore Dino Buzzati, portò Cavalli-Sforza a frequentare assiduamente queste terre per tutta la vita, scegliendole infine come buen retiro.
La scienza come passione
«Mio padre contribuì a scoperte che ci hanno permesso di capire la nostra evoluzione in modi impensabili prima», spiega Francesco Cavalli-Sforza. «In questo libro racconta come il lavoro del ricercatore possa essere il più appassionante e divertente che ci sia».
In un’epoca di grandi dilemmi etici, la storia di Cavalli-Sforza ricorda che la scienza è, prima di tutto, una storia di persone fatta di dubbi, pazienza e un amore sconfinato per l’ignoto. Un appuntamento imperdibile per chiunque voglia guardare dentro l’obiettivo del microscopio e, contemporaneamente, fuori verso l’orizzonte della storia umana.
L’APPUNTAMENTO
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Cosa: Presentazione del libro “L’avventura di un ricercatore”
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Dove: Palazzo Crepadona, Belluno
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Quando: 21 aprile, ore 18.00
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Intervengono: Francesco Cavalli-Sforza e i familiari dello scienziato.
