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Lettera aperta al Sindaco del Comune di Belluno

Egregio Signor Sindaco di Belluno,
Le scrivo nella speranza di essere ascoltata.
Ricordo, infatti, che, nella campagna elettorale del 2022, un punto forte del Suo programma era la promessa di ascoltare i cittadini, tanto che il Suo quartier generale era stato collocato in uno spazio da Lei denominato significativamente l’Ascolteria.
Col senno di poi, tutto ciò suona tristemente ironico e sconcertante.
Martedì 14 aprile, la Sua Amministrazione inizierà, in fretta e furia, il massacro indiscriminato degli alberi di via Feltre. Associazioni di ogni genere, tecnici e semplici cittadini come me da settimane scrivono lettere e petizioni per essere ascoltati e avere risposta. In poche ore, sono state raccolte più di novecento firme (e mentre Le scrivo la raccolta è ancora in corso) di cittadini che Le chiedono di fermare l’abbattimento. Sono
stati richiesti a gran voce chiarimenti riguardo alle reali motivazioni del taglio degli alberi, che gli stessi tecnici ritengono non necessario per un efficace progetto di riqualificazione della via.
Mi stupisco che da parte Sua non ci sia stata alcuna risposta, nemmeno una parola, silenzio assoluto.
Non è certo così che si dimostrano attenzione, cura e ascolto dei cittadini. Eppure questo era stato da Lei promesso in campagna elettorale.
L’ultima parola in merito non è giunta da Lei personalmente ma dal Vicesindaco Gamba, che ha dichiarato che il progetto non poteva essere discusso con i cittadini, perché non si può, cito, “pensare di mettere in discussione qualcosa che altrimenti non partirebbe subito. Da imprenditore, infatti, quando decido una cosa non posso mettermi d’accordo con tutti i dipendenti”.
Indigna che al Vicesindaco sfugga che il Comune e le istituzioni, per fortuna, non sono imprese. I cittadini da lui rappresentati non sono, infatti, dipendenti, ma parte attiva della cosa pubblica e per questo vanno ascoltati e coinvolti nel processo decisionale. La democrazia prevede un effettivo e civile confronto.
Sono certa che Lei sarà d’accordo con me e vorrà dimostrarsi aperto a un costruttivo dialogo con la cittadinanza.
A tal proposito, so che Le è stato chiesto per lunedì 13 aprile un incontro da un’associazione locale di rilevanza nazionale che tutela i beni ambientali. Probabilmente in quell’occasione Le saranno presentate le numerosissime firme raccolte.
Cominci da qui ad essere di nuovo primo cittadino in questa vicenda. Non rimandi questo importante incontro quel tanto che basta perché lo scempio degli alberi divenga un fatto compiuto da cui non si potrà più tornare indietro.
E magari poi trovi il tempo per rispondere anche agli altri Suoi concittadini, che aspettano confronto e risposte prima che sia troppo tardi.
Faccia davvero in modo che l’amministrazione da Lei guidata non venga in futuro ricordata come l’amministrazione che ha tagliato tutti gli alberi di Belluno e che non ha ascoltato le voci accorate dei suoi cittadini.

Michela Pelle

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