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mercoledì, Aprile 29, 2026
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L’ex presidente di Fondazione Teatri delle Dolomiti Ferigutti risponde all’attuale presidente Marrone

Gentile Presidente Marrone,

ho analizzato con estremo interesse le Sue recenti dichiarazioni e ritengo doveroso intervenire nel dibattito per offrire un contributo di merito su alcuni pilastri fondamentali che interessano non solo l’operatività della Fondazione Teatri delle Dolomiti, ma la sua stessa natura giuridica e politica in rapporto ai modelli d’eccellenza del panorama nazionale.

Sulla funzione identitaria e produttiva della Fondazione
Nel quadro dei sistemi teatrali italiani — si vedano le virtuose esperienze del Teatro Stabile del Veneto o dello Stabile di Torino — una Fondazione non può essere derubricata a mero ente di coordinamento logistico o amministrativo. La sua ragion d’essere risiede nella capacità di esercitare una **funzione diretta di produzione e programmazione artistica**.
Limitare il raggio d’azione della Fondazione a quello di un “intermediario di servizi” per soggetti terzi significa, di fatto, svuotarne le finalità statutarie. È essenziale che l’ente riappropri della propria **autonomia gestionale**, facendosi promotore di un cartellone organico di prosa, danza e musica che sia espressione di una visione culturale propria e non esclusivamente riflesso di istanze esterne.

Sull’anomalia del sistema delle deleghe e delle residenze
Si rileva con preoccupazione una prassi che non trova riscontro nelle principali realtà teatrali del Paese: la delega continuativa e quasi integrale della programmazione a soggetti privati residenti. Sebbene la collaborazione con le realtà locali sia preziosa, l’attuale configurazione bellunese — che vede da oltre vent’anni la gestione del Teatro “Dino Buzzati” affidata ai medesimi interlocutori in assenza di procedure a evidenza pubblica — rappresenta un’anomalia strutturale.
Tale assetto rischia di generare una cristallizzazione dell’offerta e una disparità nell’accesso alle risorse pubbliche. È necessario superare logiche di affidamento diretto in favore di una gestione che tuteli la **pluralità culturale** e la sana competizione tra gli operatori.

Trasparenza e Pari Opportunità: l’urgenza dei Bandi Pubblici

La funzione di “regia” della Fondazione deve necessariamente declinarsi attraverso strumenti di **trasparenza e partecipazione**. È improrogabile l’attivazione di bandi pubblici — ad oggi rimasti inevasi — che consentano a tutte le espressioni del comparto culturale territoriale di concorrere con pari dignità ai contributi e all’utilizzo degli spazi. Solo attraverso una procedura aperta sarà possibile garantire che il patrimonio pubblico sia valorizzato secondo criteri di merito e rotazione, restituendo alla Fondazione la sua centralità di ente regolatore.

Il Progetto “Culture Link” e i segnali del territorio
In merito a “Culture Link”, è necessario precisare che la progettualità non consisteva in una mera ipotesi d’intento, bensì in un percorso strutturato e concertato con gli stakeholder del territorio. Il mancato avvio delle fasi operative e dei tavoli tecnici previsti ha segnato una battuta d’arresto nel processo di integrazione provinciale.
In tal senso, la scelta dell’Amministrazione di Feltre di rivolgersi allo Stabile del Veneto per la gestione del Teatro “La Sena” non può essere ignorata: essa appare come un esplicito segnale di una **crisi di fiducia** nelle capacità di proiezione territoriale della Fondazione e nella sua attuale architettura di governance.

Conclusioni
Alla luce di queste riflessioni, emerge l’urgenza di un profondo ripensamento della Fondazione Teatri delle Dolomiti. L’ente deve affrancarsi da una dimensione che appare oggi eccessivamente ancillare rispetto agli uffici comunali, per riconquistare la propria dignità di **soggetto propulsore, indipendente e di respiro provinciale**.
Confido che queste osservazioni possano stimolare una riflessione costruttiva volta a restituire alla Fondazione il ruolo di eccellenza che il nostro territorio merita.

Prof. Massimo Feriguttti *

*  già presidente di Fondazione Teatri delle Dolomiti