HomeLettere OpinioniFondazione Teatri delle Dolomiti. Le precisazioni della presidente Michela Marrone

Fondazione Teatri delle Dolomiti. Le precisazioni della presidente Michela Marrone

Alcune recenti considerazioni apparse sulla stampa sulla Fondazione Teatri offrono l’occasione per chiarire meglio il lavoro che viene svolto.

Il punto da cui partire è semplice: la Fondazione ha una funzione di coordinamento. Non nasce in contrapposizione né opera in competizione con le realtà culturali del territorio, altamente qualificate, ma come struttura che le mette in rete, le sostiene e ne valorizza l’attività, tenendo insieme un sistema articolato e favorendo collaborazione e integrazione dell’offerta.
Il suo ruolo è quindi quello di presidio, a governance pubblica, che connette soggetti TERRITORIALI diversi – compagnie residenti, artisti, scuole, associazioni, operatori culturali – e che agisce come collettore di progettualità, rendendo possibili sinergie che senza di essa, avrebbero sviluppi limitati.

In questo contesto, il ruolo dei “residenti teatrali” – Circolo Cultura e Stampa, Tib Teatro e Slow Machine – è centrale: a loro è affidata, in base a uno specifico accordo di programma, la costruzione della stagione artistica, con un’offerta che spazia dalla prosa al teatro per ragazzi, fino al teatro contemporaneo. Si tratta di una programmazione condivisa, costruita attraverso un confronto costante con la Fondazione, evitando il ricorso a soluzioni standardizzate e non calibrate sulla nostra collettività. Negli ultimi anni questo rapporto si
è ulteriormente rafforzato, così come quello con i principali fruitori del teatro (Scoppio Spettacoli e Circolo Culturale Bellunese), permettendo di affrontare eventuali criticità con spirito collaborativo.
Faro di questo nuovo spirito di collaborazione è la condivisione del principio per il quale tutti intervengono a favore della stessa Comunità, accantonando i protagonismi, al fine di produrre la miglior offerta complessiva possibile.

Accanto a questi operano numerosi altri soggetti, che si alternano di stagione in stagione, che contribuiscono a rendere la proposta particolarmente varia e articolata: teatro sociale e sperimentale, spettacoli per bambini, concerti, cabaret, attività per le scuole.
Il teatro ospita inoltre iniziative istituzionali, eventi di imprese ed enti, confermando il proprio ruolo di spazio aperto e vissuto dalla comunità.
A queste si aggiungono le iniziative gestite in proprio dalla Fondazione, che, nei limiti della pianta organica attuale, può comunque vantare professionisti eccellenti, i quali in modo proficuo contribuiscono positivamente al risultato complessivo, ovvero un’offerta ampia e articolata, costruita insieme.

La diffusione delle attività sul territorio e la collaborazione con scuole e amministrazioni locali testimoniano un impegno concreto nel rendere il teatro un bene accessibile. Allo stesso tempo, questo modello permette di mantenere le risorse sul territorio, generando lavoro per professionisti e giovani e contribuendo alla crescita di competenze locali. I circa 45.000 spettatori a stagione sono il risultato di questo sistema.
Anche i numeri dell’attività lo confermano: 130-150 giornate di apertura all’anno, non solo per spettacoli, ma anche per formazione, incontri, iniziative con scuole, imprese e realtà del territorio.

Definire la Fondazione come “ferma” o inattiva non è solo impreciso, ma rischia di risultare poco rispettoso non solo verso tutti i citati operatori, ma anche nei confronti del personale che da anni lavora con continuità e professionalità, garantendo il funzionamento del teatro e svolgendo un ruolo importante anche nelle attività museali, dove assicura presidio, accoglienza e valorizzazione, oltre a collaborare alla gestione di altri spazi comunali.
In questo contesto si inserisce anche il progetto “Culture Link”, che, quando è stato preso in carico dall’attuale Presidenza, era poco più di un’idea. Oggi registra un concreto avanzamento grazie anche a un concorso di idee recentemente concluso, che ha contribuito a trasformarlo in un percorso progettuale sempre più definito. Un risultato reso possibile dall’apporto fondamentale dei partner Centro Consorzi e Ca’ Foscari e dal sostegno di realtà come Fondazione Cariverona e Cortina Banca, cui va un sincero ringraziamento.

La Fondazione Teatri è dunque, prima di tutto, un nodo di connessione: tiene insieme soggetti, attività e opportunità, con ricadute reali sul territorio.
Tutto ciò non può prescindere da un equilibrio di bilancio, ora faticosamente raggiunto.

Fondazione Teatri delle Dolomiti
La Presidente – Michela Marrone

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