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Palazzo di Giustizia. L’appello delle associazioni e del sindaco di Belluno contro il rischio chiusura

Belluno, 31/03/2026 . Un presidio fondamentale per i cittadini e le aziende di montagna, una realtà da difendere anche nell’ottica delle possibilità di crescita offerte dalla nuova Legge sulla montagna: Appia CNA Belluno, Confcommercio Belluno Dolomiti, Confindustria Belluno Dolomiti, Confagricoltura Belluno e Coldiretti Belluno lanciano l’appello contro la paventata chiusura del Palazzo di Giustizia di Belluno.

Per le associazioni, quello del capoluogo è un punto di riferimento non solo per i residenti, ma anche per le imprese che sanno di poter contare su una struttura vicina al territorio, aspetto centrale sia dal punto di vista della specificità delle attività e dell’economia di montagna sia dal – più “prosaico” – versante dell’aumento dei costi per gli spostamenti verso i tribunali di pianura.

Se la carenza di personale al Palazzo di Giustizia è un dato oggettivo, le associazioni di categoria sottolineano come proprio su questo fronte sia intervenuta la Legge sulla montagna recentemente approvata dal Governo nazionale, che agevola e incentiva le procedure per l’acquisizione di personale in mobilità da parte proprio dei tribunali delle aree montane.

L’appello delle associazioni va quindi ai rappresentanti bellunesi in tutte le sedi istituzionali affinché si adoperino per scongiurare la chiusura del tribunale bellunese e per il suo rilancio, dando pieno compimento alla specificità montana decretata in più norme a livello regionale e nazionale.

 

Oscar De Pellegrin, sindaco di Belluno

Sindaco Oscar De Pellegrin: “Impensabile la chiusura del nostro Tribunale”

“La proposta dell’Associazione Nazionale Magistrati sarebbe un colpo inferto alla montagna, se attuata. Parliamo di un presidio fondamentale per il nostro territorio, per la tutela dei diritti dei cittadini e per la tenuta stessa di una provincia interamente montana che, non va dimenticato, è la più estesa del Veneto. Pensare che i cittadini bellunesi, dal Comelico al Cadore, dall’Agordino al Feltrino, possano essere costretti a fare riferimento a Treviso per l’accesso alla giustizia è uno scenario che considero semplicemente impensabile”. Così il sindaco di Belluno, Oscar De Pellegrin, nel commentare la proposta dell’ANM e l’ipotesi di uno slittamento in pianura della giustizia.

“La giustizia è un diritto costituzionale e deve essere garantita ovunque, anche e soprattutto nelle aree montane e più disagiate. I servizi pubblici non possono essere valutati con una logica esclusivamente numerica o di convenienza economica: il loro valore sta nel servizio che rendono alle comunità e nella capacità di garantire pari diritti a tutti i cittadini.
Per questo intendo portare immediatamente il tema nelle sedi opportune e ai rappresentanti istituzionali del territorio, affinché la proposta resti solo sulla carta e si continui a preservare il Palazzo di Giustizia di Belluno, potenziandolo visto la grave carenza di personale. Gli strumenti ci sono.
Ricordo infatti che la legge sulla montagna, approvata nel settembre 2025, all’articolo 9 prevede espressamente misure per assicurare la copertura delle piante organiche dei tribunali situati nelle aree montane disagiate, anche attraverso procedure di mobilità del personale da altre amministrazioni dello Stato. È il momento di dare piena attuazione a quella norma e di tradurre in fatti concreti ciò che il legislatore ha previsto.
Belluno ha già pagato un prezzo alto in termini di progressiva riduzione dei presidi di prossimità, con la chiusura di sedi distaccate e uffici sul territorio. Non possiamo permetterci ulteriori arretramenti”.