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Belluno, il fascino senza tempo della Sagra dei Fisciòt: tra devozione e tradizione

Belluno, 23/03/2026 – Nonostante un cielo coperto e un’aria pungente che sapeva ancora d’inverno, il cuore di Belluno è tornato a battere ieri, domenica 22 marzo, per la storica Sagra dei Fisciòt. L’Antica Festa della Madonna Addolorata ha richiamato in centro centinaia di persone, confermandosi come uno degli appuntamenti più sentiti e identitari della comunità bellunese.

Istituita nel lontano 1716 come voto di ringraziamento per la fine di una terribile pestilenza, la ricorrenza cade tradizionalmente due domeniche prima di Pasqua. Anche quest’anno, il momento centrale della devozione è stato la solenne processione con la statua della Vergine, un rito che lega generazioni di bellunesi in un abbraccio di fede e storia.

Il nome popolare, “Sagra dei Fisciòt”, evoca memorie d’infanzia: deriva infatti dai fischietti artigianali che un tempo rappresentavano il richiamo principale della fiera e il gioco preferito dei più piccoli.

Il centro storico è stato animato da oltre 200 espositori. Una varietà che ha soddisfatto ogni palato e curiosità:

  • Artigianato e Collezionismo: Manufatti in legno, ceramica, cuoio e rame hanno trovato spazio accanto a essenze aromatiche e oggetti ricercati per i collezionisti.

  • Sapori locali: Non sono mancati i prodotti tipici e i dolciumi, che hanno riscaldato i visitatori tra una bancarella e l’altra.

  • Piazza Duomo in fiore: Come da tradizione, la piazza si è trasformata in un suggestivo giardino a cielo aperto grazie al Mercato dei Fiori, regalando una nota di colore a una giornata caratterizzata da nuvole basse e solo qualche timido squarcio di sole.

La partecipazione è stata indubbiamente buona, con un flusso costante di persone lungo le vie principali. Tuttavia, si avverte ancora uno scarto rispetto ai numeri delle edizioni pre-Covid: la ripartenza è solida, ma il pieno “ritorno alle origini” in termini di folla oceanica sembra richiedere ancora un po’ di tempo.

Resta però l’entusiasmo per una festa che non è solo commercio, ma un rito collettivo che segna il passaggio verso la primavera, unendo il ricordo del passato alla vitalità del presente.

- Advertisement - Roberto Denart
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