Il Consiglio Generale Cisl a Feltre lancia la sfida per il rilancio del territorio. Lo studio sulla Legge 76/2025: in provincia un’azienda su tre ha i numeri per redistribuire gli utili.
Feltre, 17/03/2026 – Non più un “sacrificio”, ma una scelta consapevole e sostenibile. Il futuro del vivere e lavorare in montagna passa per un nuovo modello di relazioni industriali: la partecipazione. È questo il messaggio centrale emerso dal Consiglio Generale della Cisl Belluno Treviso, riunitosi oggi a Feltre alla presenza della Segretaria Generale nazionale, Daniela Fumarola, e del leader territoriale Francesco Orrù.
Al centro del dibattito, l’attuazione della Legge 76/2025, la norma di iniziativa popolare promossa dalla Cisl che introduce il coinvolgimento dei lavoratori nella gestione e negli utili delle imprese.
Il Centro Studi Cisl ha presentato un’analisi inedita sull’impatto dell’Articolo 5 della nuova legge (distribuzione degli utili) nel Bellunese. Analizzando un campione di 292 aziende con oltre 15 dipendenti e bilanci in attivo, lo studio rivela potenzialità economiche sorprendenti:
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Il 34% delle imprese (99 realtà) potrebbe redistribuire premi superiori ai 2.500 euro annui per ogni lavoratore.
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Il 33,5% (98 aziende) potrebbe erogare tra i 1.000 e i 2.499 euro.
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Il 32,5% (95 aziende) si attesterebbe su cifre fino a 1.000 euro.
“Non è solo teoria,” ha spiegato Francesco Orrù, “ma una proiezione che orienterà la nostra azione contrattuale. La partecipazione trasforma il lavoro in un bene comune e premia le competenze, rendendo il territorio più attrattivo.”
Il quadro economico locale presenta però ombre profonde. Sebbene l’occupazione regga (circa 90mila unità), i segnali di rallentamento sono evidenti: il saldo occupazionale si è quasi dimezzato in due anni e la Cassa Integrazione è tornata ai livelli di otto anni fa (oltre 4 milioni di ore nel 2025).
A preoccupare è soprattutto il “deserto” all’orizzonte: tra 15 anni mancheranno all’appello 23mila lavoratori a causa del calo demografico. Entro il 2050, il 36% dei bellunesi avrà più di 65 anni.
Daniela Fumarola ha richiamato l’attenzione sulle vertenze aperte, come quella della Hydro di Feltre, simbolo della lotta contro la “desertificazione produttiva”.
“Vivere in montagna non deve diventare un sacrificio,” ha ammonito la segretaria nazionale. “Senza politiche lungimiranti su casa, sanità e infrastrutture, rischiamo il paradosso di imprese che cercano lavoro senza trovarlo, mentre le comunità perdono i giovani.”
Sulla stessa linea Massimiliano Paglini, segretario Cisl Veneto, che ha sollecitato la Regione a investire il 3% del PIL in ricerca e sviluppo: “O diventiamo un hub dell’innovazione o finiremo fuori gioco.”
Per contrastare lo spopolamento, la Cisl ha tracciato una “road map” basata su punti chiave:
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Potenziamento dei servizi per l’infanzia e riforma delle RSA/Ipab.
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Piano Casa strutturale per favorire la residenzialità dei giovani.
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Contrattazione di secondo livello per migliorare salari e welfare aziendale.
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Parità salariale per incentivare l’occupazione femminile, pilastro contro la crisi della forza lavoro.
