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Belluno, discriminazioni sul lavoro in aumento: il grido d’allarme della Consigliera di parità Flavia Monego

Presentata la relazione sull’attività 2025: 135 accessi e un incremento dei casi di molestie. Preoccupazione per la riforma che punta a centralizzare l’ufficio a Roma: “Il territorio perderebbe un presidio vitale”.

Belluno, 12/03/2026 – Un bilancio che parla di una consapevolezza crescente, ma anche di un contesto sociale ancora profondamente segnato da comportamenti lesivi della dignità. La Consigliera di Parità della Provincia di Belluno, Flavia Monego, ha reso nota la relazione sull’attività svolta nel 2025, scattando una fotografia nitida del mondo del lavoro bellunese tra luci e ombre.

I numeri: 135 richieste d’aiuto

Nel corso dell’ultimo anno, gli accessi allo sportello sono stati 135 (76 donne e 59 uomini), un dato in lieve ma costante crescita. Dietro i numeri si celano storie di ordinaria difficoltà: 15 casi sono sfociati in vere e proprie mediazioni, riguardanti soprattutto la difficile conciliazione tra vita e lavoro e, purtroppo, episodi di molestie e violenza.

“Il numero maggiore di segnalazioni riguarda il mancato ascolto delle esigenze delle giovani madri, come la concessione di smart-working o part-time”, spiega Monego nella relazione. Ma il dato più inquietante riguarda le molestie, dalle offese verbali ai palpeggiamenti: “Gli autori sono per lo più colleghi uomini che sfruttano la posizione gerarchica. L’aumento dei casi indica che il contesto è ancora impregnato di discriminazioni, ma anche che le donne oggi hanno più coraggio di denunciare”.

Successi e mediazioni

L’ufficio della Consigliera non è solo un centro di ascolto, ma un luogo di risoluzione dei conflitti. Dei 15 casi di mediazione trattati, ben 12 si sono conclusi con esito positivo, evitando lunghi e costosi iter giudiziari. Resta però lo scoglio della paura: altre 10 persone hanno chiesto pareri ma hanno rinunciato al confronto diretto con il datore di lavoro per timore di ritorsioni.

Un anno di “Rete” e cambiamenti culturali

Il 2025 è stato l’anno dei protocolli operativi. Dalla nascita della rete territoriale legata al progetto regionale P.A.R.I.”, alla collaborazione con gli Istituti Regolieri per la modifica degli statuti in ottica di parità uomo-donna, l’attività di Flavia Monego ha puntato dritto alle radici del problema. Fondamentale anche il dialogo con le scuole (Liceo Renier) e la Consulta Giovanile di Arsiè: “Il vero cambiamento culturale parte dai giovani”, ribadisce la Consigliera.

L’incognita 2027: il rischio centralizzazione

Il documento si chiude con una nota di forte preoccupazione politica e sociale. Una direttiva europea, che l’Italia si appresta a recepire, prevede dal 1° gennaio 2027 la soppressione delle Consigliere territoriali a favore di un unico Organismo per la Parità centralizzato a Roma.

“Una scelta deprecabile e dannosa”, denuncia con fermezza Monego. “La tutela, per essere efficace, necessita di vicinanza. Chi vive in zone montane o rurali come la nostra provincia rischierebbe di perdere un supporto immediato e in presenza. Senza una conoscenza diretta delle dinamiche locali, la lotta alle discriminazioni diventerebbe un guscio vuoto”.

I punti chiave del 2025

  • Accessi totali: 135 (in aumento rispetto ai 130 del 2024).

  • Mediazioni: 15 casi trattati (80% risolti positivamente).

  • Tematiche calde: Molestie sul lavoro, negazione dello smart-working e del part-time.

  • Iniziative: Campagna social contro la violenza (8 marzo) e tavoli tecnici con le categorie economiche e sindacali.

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