I capifrazione di Centro Storico, Borghi Storici e Oltrepiave lanciano un duro atto d’accusa contro l’inciviltà di molti proprietari di cani: «Situazione fuori controllo e vergognosa». Nel mirino via Simon da Cusighe, i portici e le aree verdi.
Belluno, 09/03/2026 – Non è più solo una questione di decoro, ma una vera e propria emergenza di convivenza civile. Con una nota congiunta dai toni duri e risoluti, i capifrazione di Belluno — Tiziana Caldart (Centro Storico), Stefano Emmi (Borghi Storici) e Franco Da Ronch (Oltrepiave) — hanno denunciato lo stato di degrado in cui versano diverse aree della città a causa della noncuranza dei proprietari di cani.
I punti critici: marciapiedi come “campi minati”
La situazione descritta dai rappresentanti dei residenti è impietosa. La “maglia nera” spetta a via Simon da Cusighe, dove camminare sui marciapiedi senza incappare in spiacevoli sorprese è diventato, citando il comunicato, «impossibile». Non va meglio lungo le principali vie d’accesso al cuore della città: da Sottocastello alle Scalette, passando per via San Biagio e via Mezzaterra, il problema è sistematico.
Commercianti costretti a pulire i portici
Oltre alle deiezioni solide, il grido d’allarme riguarda anche l’urina. Le colonne dei portici in Piazza dei Martiri, via Garibaldi e via Roma sono costantemente segnate dal passaggio dei quattrozampe. Una situazione che ricade direttamente sulle spalle dei commercianti, costretti a pulire quotidianamente l’ingresso dei propri negozi per eliminare odori sgradevoli e tracce di sporco.
Nel mirino finiscono anche i giardini di Piazza dei Martiri e Piazza San Stefano: nonostante i divieti, le aree verdi vengono regolarmente calpestate da cani e proprietari senza alcun rispetto per la segnaletica.
La protesta si allarga ai Borghi e all’Oltrepiave
Il malcontento non si ferma al centro. Stefano Emmi segnala criticità analoghe in via dell’Anta e lungo il sentiero dell’Ardo in via della Roggia. In Oltrepiave, Franco Da Ronch sottolinea come persino le operazioni di sfalcio dell’erba nelle aree verdi siano diventate complicate a causa degli escrementi non raccolti.
L’identikit degli “incivili” e lo spettro delle sanzioni
Secondo i capifrazione, i proprietari meno rispettosi agirebbero con strategia: «Le passeggiate si effettuano al mattino presto o alla sera tardi, forse per non essere visti». Questo rende difficile la segnalazione immediata o la documentazione fotografica degli illeciti, spesso per timore di reazioni aggressive da parte dei trasgressori.
«Il rispetto vorrebbe che il proprietario provveda a raccogliere le deiezioni e a pulire le tracce di urina con una bottiglietta d’acqua», ricordano i firmatari, sottolineando come in molti altri Comuni tale pratica sia già un obbligo di legge.
L’ultimatum
La pazienza dei quartieri è arrivata al limite. Se il senso civico non dovesse bastare a invertire la rotta, i capifrazione sono pronti a dare battaglia nelle sedi opportune per richiedere controlli serrati e sanzioni esemplari. L’invito finale è quasi un paradosso amaro: chi non intende pulire, porti i cani in aperta campagna «dove i vostri amici potrebbero scorrazzare molto più felici».



