Sul palco di Via Crux la verità che nessuno vuole ascoltare
Cruciani: “Famiglia ed Escort, due istituzioni fondamentali e complementari per l’ordine sociale”
23 febbraio 2026 – Dal palco di Via Crux, l’irriverente spettacolo di Giuseppe Cruciani che sta girando i teatri italiani, anche qui a Belluno, arriva una testimonianza diretta e senza giri di parole di Taylor B, invitata da Escort Advisor. Il sito di recensioni di escort più famoso d’Europa è partner di alcune date del tour, dove il tema della prostituzione viene affrontato in maniera diretta e nello stile del conduttore della Zanzara. Durante un botta e risposta serrato la escort racconta la propria esperienza, parlando di numeri, guadagni e soprattutto della scelta personale dietro al suo lavoro.
Si parte con un countdown, 5 minuti in cui Taylor B deve convincere il pubblico sulla libertà della sua scelta. Parte decisa: “Sì, è stata una scelta consapevole, ovviamente anche per soldi. Ma è proprio una vocazione”. Fare la escort la gratifica sia personalmente che economicamente, si sente apprezzata, potente e coccolata. “Guadagno minimo 20.000 euro al mese”, dichiara senza remore.
Nel suo intervento emerge anche un tema serio: lo stigma sociale. Cruciani la provoca: “Ti offendi se ti chiamano puttana”. Lei replica: “Non mi offendo, è solo un modo diverso, brutale, di chiamare il mio lavoro”, spiega. “Piuttosto mi dispiace più per quella persona, che evidentemente ha un problema con la libertà degli altri”.
A sorprendere è anche il racconto del suo contesto personale. “Nessuno tra amici o parenti mi ha mai criticata quando ha dichiarato apertamente di voler intraprendere questa strada. Una scelta che mi ha garantito una forte libertà individuale: indipendenza economica, autonomia, gratificazioni personali e la possibilità di costruirmi una vita lussuosa senza dover dipendere da nessuno”.
Alla domanda se il sex work deve essere regolamentato, la risposta della escort Taylor B è netta: “Certo, perché no? Dobbiamo legalizzarla, perché è un lavoro ragazzi, è un lavoro serio”.
In Italia la prostituzione in sé non è reato, esiste il Codice Ateco 96.99.92 dedicato alle escort, ma non esiste regolamentazione chiara. La Legge Merlin del 1958 ha abolito le case chiuse e vieta lo sfruttamento e il favoreggiamento, ma non regola l’attività svolta autonomamente. Questo crea una zona grigia dal punto di vista fiscale e normativo.
Il dibattito sulla legalizzazione riguarda proprio questi aspetti: riconoscimento formale del lavoro sessuale, tutele sanitarie e previdenziali, obblighi fiscali chiari, controlli contro lo sfruttamento e maggiore sicurezza per chi esercita. Escort Advisor da anni si è esposto come promotore dei diritti delle sex worker per sollevare un dibattito e allontanare lo stigma.
Si parte da una provocazione, egregiamente orchestrata sul palco di Via Crux, per arrivare a una riflessione più ampia: quando e come lo Stato vorrà disciplinare un’attività che, pur esistendo, continua a muoversi in un’area normativa ambigua.



