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Cambio al regionale di Fratelli d’Italia Veneto: Luca De Carlo lascia il coordinamento 

Le voci di corridoio si rincorrevano da giorni, tra smentite di facciata e rumors sempre più insistenti. Oggi è arrivata la conferma ufficiale: il senatore bellunese rassegna le dimissioni da coordinatore regionale

Venezia, 18 febbraio 2026 – Quello che da giorni è stato il caso politico più discusso nei corridoi del Consiglio Regionale e tra le file del centrodestra veneto, oggi ha trovato il crisma dell’ufficialità. Le indiscrezioni che davano per imminente un cambio al vertice di Fratelli d’Italia in Veneto non erano semplici speculazioni: Luca De Carlo non è più il coordinatore regionale del partito.

Con una lettera inviata nel pomeriggio alla premier Giorgia Meloni, il senatore bellunese ha rassegnato le proprie dimissioni, mettendo fine a un mandato durato sei anni. Un addio che profuma di chiusura di un’epoca, proprio mentre il partito si interroga sul futuro della Regione in vista delle prossime sfide elettorali.

“Percorso esaurito”: le parole di De Carlo

Nel comunicato che ha ufficializzato la scelta, De Carlo ha usato toni pacati e istituzionali, pur confermando quel senso di “fine ciclo” che molti avevano già percepito:

“Rimarrò sempre al servizio del mio partito, ma ora ritengo esaurito il mio percorso in questo ruolo. Lascio a chi mi succederà una grande realtà che ha dimostrato di essere capace di intercettare le necessità dei cittadini veneti e italiani.”

De Carlo rivendica con orgoglio i numeri di una gestione che ha visto FdI passare da forza di nicchia a primo partito della coalizione anche in terra veneta. Sotto la sua guida, il partito ha trionfato alle Politiche del 2022 e alle recenti Europee, raddoppiando la pattuglia di consiglieri regionali e registrando un boom di iscritti tra gli amministratori locali.

“Lascio un partito in ottima salute”, ha ribadito il senatore, ringraziando la militanza per lo “spirito di abnegazione”.

Cosa succede ora?

Nonostante l’addio al coordinamento, De Carlo non uscirà certo dai radar della politica romana e veneta. Il senatore continuerà infatti a presiedere la Commissione Agricoltura al Senato, un ruolo strategico per gli interessi del territorio.

Tuttavia, l’attenzione si sposta ora sul successore. La mossa di oggi apre ufficialmente la partita per la reggenza regionale del partito di maggioranza relativa, un tassello fondamentale negli equilibri che porteranno alla scelta del candidato per il post-Zaia. Le “voci” avevano ragione sulla sua uscita; ora resta da vedere se avranno ragione anche sul nome di chi prenderà il suo posto.