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Vertenza Hydro: incontro al MIMIT. Sindacati e Sindaco: “L’azienda acceleri sulla reindustrializzazione e chiarisca i numeri occupazionali”

Roma/Feltre, 11 febbraio 2026 – Incontro cruciale per il futuro dello stabilimento Hydro di Feltre, quello di oggi presso il MIMIT (Ministero delle Imprese e del Made in Italy). Al tavolo erano presenti le delegazioni di FIM CISL e FIOM CGIL di Belluno, unitamente al Sindaco di Feltre Viviana Fusaro, per ribadire la necessità di un percorso trasparente e rapido volto alla salvaguardia del sito produttivo e dell’occupazione.

Dall’incontro sono emersi tre punti fermi che le organizzazioni sindacali e le istituzioni locali intendono sottolineare con forza:

1. Fiducia legata alla rapidità e alla trasparenza. L’azienda si trova di fronte a un bivio decisivo. Il grado di fiducia che i lavoratori e le istituzioni possono riporre nella proprietà dipenderà esclusivamente dai comportamenti delle prossime settimane. È emerso chiaramente che la partita si gioca sui tempi: più veloce sarà il ripristino delle informazioni e la consegna della documentazione necessaria alle aziende interessate al sito, più rapido sarà il recupero di un rapporto costruttivo. Non ci si può permettere rallentamenti burocratici o tatticismi.

2. Reindustrializzazione: ci sono soggetti interessati. È confermato l’interesse concreto di realtà industriali che hanno già effettuato sopralluoghi presso lo stabilimento. L’obiettivo prioritario è favorire l’ingresso di un soggetto forte, capace di garantire la continuità produttiva in armonia con il territorio. L’azienda deve mettere questi potenziali acquirenti nelle condizioni di valutare l’investimento nel minor tempo possibile. Se Hydro vuole dimostrare responsabilità sociale, deve agevolare chi è pronto a subentrare.

3. Chiarezza sul perimetro occupazionale. Sul fronte dei numeri, Fim e Fiom hanno espresso una ferma raccomandazione: il perimetro occupazionale da tutelare deve rispecchiare la realtà storica dello stabilimento, ovvero circa 200 addetti, e non limitarsi a cifre al ribasso (come i 150 citati in alcune stime approssimative). Questo è fondamentale per garantire la corretta applicazione degli ammortizzatori sociali e per la futura cessione del ramo d’azienda.

“Non accetteremo cambi di procedure o “giochi” sui numeri tra sei mesi – dichiarano Stefano Bona della Fiom Cgil Belluno e Mauro Zuglian della Fim Cisl Belluno Treviso a margine dell’incontro -: serve certezza oggi per evitare disastri sociali domani, nel rispetto degli accordi e delle normative vigenti. Ora, insieme al Sindaco di Feltre, attendiamo fatti concreti. Le raccomandazioni odierne servono a garantire che questo tavolo ministeriale porti a risultati tangibili. Ci aspettiamo che l’azienda fornisca risposte immediate, in particolare sulla gestione degli occupati e sulla condivisione dei dati con i potenziali investitori”.

“L’incontro è stato tutto sommato positivo – conclude il sindaco Fusaro -, abbiamo aggiornato il Ministero sugli avvenimenti delle ultime settimane e, al tempo stesso, abbiamo ribadito la ferma volontà di istituzioni e sindacati di non arretrare di un passo chiedendo, anzi, tempi veloci e pragmatismo per arrivare ad una soluzione definitiva per la salvaguardia di tutti i posti di lavoro e dello stabilimento”.

Al termine dell’incontro, però, notizie poco rassicuranti sono arrivate da Feltre per quanto riguarda la gestione della produzione e dei clienti, che hanno provocato forte contrarietà nei sindacalisti della Fim e della Fiom: “Se l’azienda continuerà a prendere decisioni unilaterali riguardanti lo spostamento delle matrici, come organizzazioni sindacali prenderemo provvedimenti fin da domani. Non è possibile che i vertici dell’azienda continuino a tirare la corda in questo modo prendendo in giro istituzioni, lavoratori e sindacati. La credibilità dell’azienda è già compromessa da questi mesi di mancanza totale di “cura, coraggio e partecipazione”, che dovrebbero essere le parole guida dei loro valori, ma che paiono totalmente disattese dal loro atteggiamento e dalle scelte fatte dalla dirigenza. Ci auguriamo che nessuna decisione venga presa in maniera unilaterale, soprattutto dopo le rassicurazioni date in sede ministeriale poche ore fa. In caso contrario Hydro dovrà aspettarsi la nostra reazione: difenderemo lo stabilimento e il lavoro con tutte le forze e i mezzi a nostra disposizione.”

 

 

 

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