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Caso ragazzino fatto scendere dall’autobus. Ulteriori precisazioni di Dolomitibus. Presa di posizione Rete studenti medi

Belluno 29/01/2026 – In relazione all’episodio segnalato in data odierna, Dolomiti Bus esprime anzitutto sollievo avendo appreso dalla famiglia del bambino che per lui non ci sono state serie conseguenze e sta bene.
La corsa in questione è stata effettuata a seguito di regolare autorizzazione dall’azienda La Linea S.p.A. alla quale Dolomiti Bus, titolare del contratto di servizio principale, ha immediatamente esteso la contestazione e chiesto chiarimenti.
La società che ha effettuato il servizio ha comunicato di aver avviato degli approfondimenti e che il conducente interessato, suo dipendente, è stato prudenzialmente sospeso dal servizio.
Dolomiti Bus, costantemente impegnata a garantire i più elevati standard di sicurezza e tutela dei passeggeri, ha essa stessa attivato una commissione per il rigoroso accertamento dei fatti accaduti.
I mezzi in servizio sono dotati di impianti di videosorveglianza e le relative registrazioni potranno essere utilizzate per l’accertamento dei fatti.
Ulteriori elementi potranno essere forniti in ragione degli accertamenti in corso.

 

Trasporto pubblico e diritto allo studio: inaccettabile mettere a rischio la sicurezza di uno studente di 11 anni

Quanto accaduto a Vodo di Cadore, in provincia di Belluno è inaccettabile: un ragazzo di 11 anni è stato costretto a percorrere a piedi circa sei chilometri, in pieno inverno e sotto la neve, per rientrare a casa, perché sprovvisto del titolo di viaggio adeguato.

Si parla di una tratta extraurbana utilizzata quotidianamente da studentesse e studenti per raggiungere la scuola. Anche alla luce della nota diffusa da Dolomiti Bus, che ha avviato un’indagine interna, quanto accaduto è estremamente grave e merita piena chiarezza.

“Come Rete degli Studenti Medi di Belluno riteniamo inaccettabile quanto accaduto, non solo perché uno studente di soli 11 anni ha dovuto camminare per quasi 6 chilometri sotto la neve, arrivando a casa con un principio di ipotermia, ma soprattutto perché non era sprovvisto di biglietto. Lo studente aveva con sé il carnet di biglietti da 2,50€ che normalmente si utilizza nella provincia di Belluno, il servizio gli è stato negato perché non aveva il biglietto da 10€, previsto per i giochi olimpici.

Il trasporto pubblico per studenti e studentesse ha già costi eccessivi, che gravano quotidianamente sulle famiglie e limitano concretamente il diritto allo studio. In molte province il prezzo di abbonamenti e biglietti è da anni insostenibile, soprattutto per chi è costretto a utilizzare linee extraurbane. Oggi, invece di intervenire per migliorare il servizio e ridurre i costi, si sceglie di peggiorare ulteriormente la situazione.

Quanto accaduto a Vodo di Cadore è solo l’ultimo, gravissimo episodio di un sistema che non funziona: un fatto inaccettabile, che dimostra come le politiche sui trasporti continuino a ignorare chi li utilizza ogni giorno per andare a scuola.”

“Se la situazione è già insostenibile da tempo figuriamoci ora, con rincari, biglietti speciali e nuove tariffe legate ai grandi eventi, come se studenti e studentesse dovessero pagare il prezzo delle Olimpiadi. Non è accettabile che il diritto allo studio venga subordinato alla capacità di spesa delle famiglie o a scelte calate dall’alto.

Come Rete degli Studenti Medi chiediamo risposte immediate e concrete: vogliamo sapere come si intende garantire un trasporto pubblico sicuro, accessibile ed economicamente sostenibile per tutti gli studenti.”

 

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