
Per l’Italia in arrivo un miliardo in più, ma l’iter non è concluso
Dietrofront della Commissione Europea dopo il pressing di Roma e Parigi. De Carlo (FdI): “L’Italia nazione trainante in Europa, l’agricoltura torna centrale”. Ora la palla passa al Parlamento UE per la ratifica.
Bruxelles, 6 gennaio 2026 – Il settore agricolo italiano tira un sospiro di sollievo. Le nubi che si erano addensate sul futuro della Politica Agricola Comune (PAC) per il periodo 2028-2034 sembrano essersi diradate, lasciando spazio a una programmazione che, stando alle ultime bozze della Commissione, non solo evita i tagli drastici inizialmente ipotizzati, ma prevede addirittura un incremento delle risorse per l’Italia.
Il rischio del taglio e il “cambio di rotta”
Il punto di partenza del negoziato era dei più complessi. Le prime proposte di revisione circolate a Bruxelles prevedevano infatti una sforbiciata del 22% ai fondi per la gestione 2028-2034. Per l’Italia, questo si sarebbe tradotto in una dote di soli 31 miliardi di euro: ben 6,7 miliardi in meno rispetto alla programmazione 2021-2027.
Tuttavia, la resistenza dei principali paesi agricoli ha portato a una netta inversione di tendenza. Secondo quanto emerge dagli ultimi aggiornamenti, la nuova proposta garantirebbe all’Italia circa 40,7 miliardi di euro, segnando una crescita di un miliardo rispetto al settennato precedente.
Il ruolo del Governo e l’asse con la Francia
Soddisfazione è stata espressa da Luca De Carlo, senatore di Fratelli d’Italia e presidente della Commissione Agricoltura al Senato. “Grazie all’Italia, e in particolare al lavoro dei ministri Lollobrigida e Fitto, non solo non ci saranno tagli, ma il settore primario nazionale potrà godere di un ulteriore miliardo di euro per continuare il suo cammino verso il produrre di più e meglio”, ha commentato De Carlo.
Secondo il senatore, l’azione politica del Governo Meloni è stata determinante: “L’accrescimento delle risorse è il segnale di un’Europa che riscopre i suoi valori fondanti grazie all’azione dell’Italia, Nazione trainante a livello continentale nel contrasto alla revisione al ribasso della PAC”.
Va sottolineato come la posizione italiana sia stata rafforzata da un asse strategico con la Francia. Parigi e Roma hanno infatti guidato il fronte dei Paesi contrari alla “centralizzazione” dei fondi agricoli, riuscendo a convincere la Commissione a mantenere l’autonomia e la consistenza della dotazione per il settore primario.
Verso la ratifica: il percorso istituzionale
Nonostante l’ottimismo per il risultato raggiunto nel confronto con la Commissione, l’iter legislativo non è ancora terminato. Il nuovo schema di bilancio 2028-2034, pur avendo incassato il favore delle principali capitali, deve ora affrontare il vaglio del Parlamento Europeo e del Consiglio dell’Unione Europea. Solo dopo la ratifica definitiva da parte di queste istituzioni i fondi potranno essere considerati blindati.
“È un sostegno fondamentale a quel percorso di crescita, innovazione e ammodernamento su cui questo Governo ha investito sin dal primo giorno”, ha concluso De Carlo. La sfida, ora, si sposta nelle aule parlamentari di Strasburgo e Bruxelles, dove l’Italia dovrà difendere questo miliardo aggiuntivo durante i passaggi finali del negoziato.

“Esprimo grande soddisfazione per il rafforzamento della Politica agricola comune nel bilancio UE 2028-2034, annunciato oggi dalla premier Giorgia Meloni – annuncia Dario Bond, assessore regionale all’Agricoltura -. La scelta della Commissione Europea di dare seguito alle richieste dell’Italia, non solo confermando le risorse della precedente programmazione ma addirittura aumentandole, avrà effetti positivi anche per il Veneto. Ringrazio la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida e il vicepresidente della Commissione Europea Raffaele Fitto, per questo risultato tanto atteso – prosegue Bond – Il settore agricolo è fondamentale tanto per l’economia italiana, quanto per quella della nostra Regione – conclude -: che torni ad essere protagonista anche delle politiche comunitarie è una buona notizia per tutta la filiera agricola, per i consumatori e in generale per il sistema Paese”.
