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“Olimpiadi 2026 – Presente e futuro”. Successo di pubblico ieri sera a Belluno per l’evento di analisi organizzato da ORA!-Veneto

Conferenza al Centro Giovanni 23mo di Belluno del 20 dicembre 2025

Costi fuori controllo e infrastrutture in ritardo: un’opera per la gloria politica, non per il territorio, ma il divertimento si paga, non si fa a spese del territorio e dell’erario per il tornaconto politico ed economico di pochi

Belluno, 21 dicembre 2025 – Si è tenuto ieri sera, presso il Centro Congressi Belluno, l’incontro “Olimpiadi 2026 – Presente e futuro”, organizzato dalla sezione veneta del partito ORA!.

La serata, moderata dalla giornalista Antonella Giacomini, ha visto la partecipazione di Michele Boldrin, Segretario di ORA!, e Alberto Forchielli, Presidente del partito. Nonostante l’invito, nessun rappresentante della Fondazione Milano Cortina ha accettato il confronto, lasciando vuoto il seggio della controparte davanti a una platea di oltre cento cittadini. Un’affluenza tripla rispetto al recente incontro istituzionale della Fondazione, che testimonia il desiderio della cittadinanza di ricevere risposte concrete oltre la retorica degli slogan.

ORA! non si oppone ai grandi eventi, ma ne contesta la gestione finanziaria. I costi per le Olimpiadi 2026 sono lievitati da 1,5 a 7 miliardi di euro, confermando lo sforamento medio storico del 156% tipico dei Giochi. Preoccupano anche i ritardi: su 111 opere, 34 saranno consegnate a gare iniziate e 23 partiranno post-evento, lasciando costi di manutenzione insostenibili. Resta alto il rischio infiltrazioni, con oltre 40 interdittive antimafia nel 2025. Senza analisi costi-benefici rigorose, l’evento rischia di trasformarsi in uno spreco sistematico di risorse pubbliche a danno del territorio.

Duro l’intervento di Michele Boldrin: «Il fatto che nella Fondazione Milano Cortina non vi siano cortinesi è un paradosso che dimostra chiaramente quanto il territorio sia stato escluso dai processi decisionali. Si insiste sulla necessità di dare visibilità al “brand” Dolomiti, ma parliamo di montagne tra le più famose e ammirate al mondo, che non hanno certo bisogno di queste Olimpiadi per essere scoperte. Anche sul fronte delle opere pubbliche la visione è distorta: le infrastrutture dovrebbero nascere per i cittadini e per la loro quotidianità, non essere realizzate ad hoc per eventi temporanei. La verità è che il divertimento si paga, non può essere fatto gravare sull’erario e sul territorio per il solo tornaconto di pochi. Questa operazione appare come un prodotto leghista costruito per la gloria di Zaia e con un contentino alla Lombardia; lo Stato dovrebbe limitarsi a regolare, non a finanziare con i soldi dei contribuenti operazioni di questo tipo».

 

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