HomeLavoro, Economia, TurismoConfagricoltura Belluno pronta a marciare a Bruxelles

Confagricoltura Belluno pronta a marciare a Bruxelles

Diego Donazzolo – Presidente Confagricoltura Belluno

Una delegazione capitanata dal presidente Donazzolo protesterà la settimana prossima davanti alla sede del Consiglio europeo

Donazzolo: “Tagli ai fondi: così si uccide l’agricoltura di montagna”

Belluno, 9 dicembre 2025 – Confagricoltura Belluno si prepara a partire per Bruxelles, dove giovedì 18 dicembre si svolgerà una grande mobilitazione degli agricoltori europei, in concomitanza con il Consiglio europeo, per protestare contro la riforma della Pac, la Politica agricola comune, che non risponde alle esigenze delle aziende agricole e taglia le risorse per il settore primario.

Confagricoltura Belluno sarà presente con una delegazione composta dal presidente Diego Donazzolo e dai due vicepresidenti Enzo Guarnieri e Francesco Montagnese. “Siamo davanti ad un’ipotesi di riforma che è poco lungimirante, nonché esigua sotto il profilo del budget, dato che vede un pesante taglio alle risorse per l’agricoltura – sottolinea Diego Donazzolo, presidente di Confagricoltura Belluno –. Manca completamente una visione su quello che potrà essere il sistema agricolo futuro e questo si traduce in un clima di incertezza per le imprese, che senza progettualità rinunciano a investire. In un contesto globale estremamente difficile, il mercato è altrettanto complesso e imprevedibile: pensiamo ai dazi, alla guerra in Ucraina, al Mercosur. Per noi è sempre più difficile far quadrare i conti di fronte ai continui aumenti dei costi delle materie prime: dall’energia al gas, per passare ai fertilizzanti e ai mangimi. Sono tutti costi vivi che gravano sulle nostre spalle, mentre dall’estero continuano ad arrivare prodotti a prezzi minori, in virtù di una vera e propria concorrenza sleale che poggia su costi di produzione più bassi. Chiediamo regole chiare, semplificazione e reciprocità negli accordi internazionali, per tutelare le nostre produzioni locali, di alta qualità”.

Il tema della Pac 2028-2034 ha un significato strategico per l’agricoltura bellunese, che necessita di fondi pensati per la montagna. “Nella Pac non c’è nulla di specifico per la zootecnia di montagna e la gestione delle foreste – rimarca Donazzolo -. Anzi, i contributi sui pascoli sono stati ridotti e questo mette in forte difficoltà le nostre aziende. In Europa si dimentica sempre che fare agricoltura ad alte quote è bene diverso che farlo in pianura. La foraggicoltura di montagna, ad esempio, si traduce nell’operare a certe altezze con certi dislivelli, che richiedono politiche specifiche e forme di sostegno finalizzate. Tutto questo aiuta anche a tutelare l’ambiente, che è stato uno degli obiettivi del Green Deal europeo: se c’è sostenibilità economica, c’è anche tutela della biodiversità, che nel Bellunese viene mantenuta molto alta proprio grazie al lavoro quotidiano delle aziende agricole”.

Infine, non vanno dimenticati i giovani, che non possono essere invogliati a portare avanti le aziende familiari tra crescenti criticità e mancanza di redditività. “Abbiamo necessità di investire nella crescita, nel consolidamento e nell’aggregazione delle aziende agricole produttive – spiega il presidente – oltre che nel ricambio generazionale, continuando a sostenere le iniziative imprenditoriali dei giovani agricoltori. Il loro ruolo è cruciale: se continueranno a coltivare, la montagna non morirà, perché custodiranno paesaggi che non verranno abbandonati e difenderanno tradizioni che altrimenti rischierebbero di perdersi”.

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