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I Dik Dik a Belluno per una serata di solidarietà

Sabato 27 dicembre i Dik Dik saranno al Teatro Buzzati di Belluno con il loro “Una vita d’avventura tour 2025”.
Il concerto a fini benefici vede il netto ricavato dalla vendita dei biglietti devoluto
all’Associazione Cucchini di Belluno.
Biglietti in prevendita su www.vivaticket.com, www.scoppiospettacoli.it, Guselatravel di
Belluno e alla Cooperativa di Cortina.

E’ una storia che parte da lontano, quella della band dei Dik Dik, dalla prima metà degli anni ’60 e che non ha alcuna intenzione di terminare. La storia di un gruppo musicale che ha rappresentato un punto di riferimento per tante generazioni di giovani italiani.
Come accadeva in quegli anni ruggenti, il tratto caratteristico era legato al nome. La cui
scelta cadeva inesorabilmente su parole evocative. Loro avevano iniziato con Dreamers per poi passare ad un più diretto Squali. Il punto d’approdo coincide col primo contratto che li porta alla corte della Dischi Ricordi. Qui diventano i Dik Dik, nome di un’antilope africana che, mentre sfogliava un dizionario Inglese-Italiano, colpì Pietro ‘Pietruccio’ Montalbetti.
Il debutto risale al 1965 con il singolo 1-2-3/Se rimani con me. 1-2-3 è la cover
dell’omonimo brano di Len Barry mentre la facciata B – Se rimani con me – era stata scritta da un ancora sconosciuto Lucio Battisti. L’anno successivo Giulio Rapetti, per tutti Mogol, fa ascoltare a Montalbetti un pezzo che, appena uscito negli Stati Uniti, sta riscuotendo un successo clamoroso. E’ l’iconica California Dreamin’ interpretata dai The Mamas & the Papas. L’impasto delle voci, la melodia trascinante e le soluzioni musicali colpiscono Montalbetti, che convince Mogol a scrivere un testo in italiano. Il paroliere si mantiene abbastanza fedele al testo originale, lasciando inalterato il desiderio del caldo californiano derivante dalla fredda realtà evidenziata dal cielo grigio e dalle foglie gialle.
Anche in Italia (dove esce come Sognando la California) la canzone riscuote un successo
clamoroso, occupando stabilmente il secondo posto nella Hit Parade di Lelio Luttazzi, superata solo da Strangers in the Night cantata da The Voice, Frank Sinatra.
Il successo è tale che i componenti del gruppo decidono di abbandonare le loro precedenti
occupazioni per dedicarsi a tempo pieno alla musica.
L’elenco dei brani che incidono, tutti capaci di raggiungere i vertici delle classifiche, è
lunghissimo. Da Il mondo è con noi (cover di I Saw Her Again dei Mamas&Papas, che sul retro propone Se io fossi un falegname, versione italiana di If I were a carpenter di Tim Hardin); a Inno (cover, sempre scritta da Mogol, di Let’s go to San Francisco dei The Flower Pot Men); a Senza luce (cover di A Whiter Shade of Pale dei Procol Harum, celebre per l’intro di organo Hammond. La storia del complesso è, però, anche ricca di collaborazioni con alcuni degli artisti di maggior spessore: da Ornella Vanoni a Lucio Battisti, da Zucchero a Maurizio Vandelli ai Camaleonti.
Una storia che il pubblico bellunese potrà presto apprezzare.