
A quasi tre decenni dallo scioglimento della Brigata Alpina Cadore, la storica sede resta un simbolo di inerzia burocratica. Nonostante i finanziamenti e la conferma nel Piano Demanio, i lavori per la nuova Questura procedono a rilento, con l’obiettivo 2028 sotto esame
Belluno, 21 novembre 2025 – La Caserma “Giuseppe Fantuzzi” (1886-1997), un tempo fiore all’occhiello della Brigata Alpina Cadore e considerata la più bella struttura militare della provincia, giace nel cuore di Belluno come un monumento all’abbandono burocratico. Dal 31 gennaio 1997, giorno dello scioglimento della Brigata, sono trascorsi 28 anni in cui la struttura, censita tra i Beni Culturali, è rimasta inutilizzata, inghiottita dalle lungaggini amministrative.
Un quarto di secolo di promesse inevase
La storia della Fantuzzi è costellata di speranze disilluse. Già l’8 giugno 2004, l’Onorevole Carlo Giovanardi, allora Ministro per i rapporti con il Parlamento, annunciò solennemente l’apertura di un tavolo tra Demanio e amministrazioni locali per la dismissione e il riutilizzo dell’immobile, un impegno che, come altri, rimase inattuato.
Solo nel 2010 e 2011 si ebbero i primi segnali concreti: la Caserma fu assegnata alla Polizia di Stato per centralizzare gli uffici dispersi in sette diverse sedi e fu persino consegnata alla ditta appaltatrice per un primo, minimo lotto di lavori (la ristrutturazione di un tetto).
Il Progetto Belluno e i nuovi ritardi (2020-2022)
Una ripartenza decisa si ebbe solo nel giugno 2020, con l’apertura delle procedure di gara per un intervento mirato all’interno del “Progetto Belluno” di rigenerazione urbana. L’obiettivo era il restauro dell’ala della caserma (la “Stecca”) per ospitare gli uffici chiave della Questura: Passaporti, Licenze, Immigrazione e Armi. L’intervento, finanziato in parte da Comune e Demanio per oltre 1 milione di euro, fu salutato con entusiasmo dall’Amministrazione e dal Questore, vista la possibilità di riqualificare un bene storico e ottimizzare i servizi pubblici.
Tuttavia, il Sindacato Autonomo di Polizia (SAP) di Belluno non ha tardato a esprimere la propria amarezza per i ritardi. Nel giugno 2022, il SAP evidenziò come il primo stralcio di lavori, atteso già dal 2018, fosse in stallo quasi totale anche dopo la consegna delle chiavi alla ditta aggiudicataria. Il sindacato ha ribadito la road map che prevede il trasferimento degli uffici Immigrazione e Polizia Amministrativa (ora in via Lungardo) nel 2023 e di tutti gli altri uffici entro il 2028.
L’Ultimo aggiornamento: conferme e lentezza cronica (2024-2025)
Le notizie più recenti confermano che la Fantuzzi è stata inserita nel “Piano Città degli Immobili Pubblici” dell’Agenzia del Demanio, ribadendone il ruolo strategico per Belluno. L’obiettivo istituzionale di creare una vera e propria “Cittadella della Sicurezza” che ospiti Questura e Polizia Stradale rimane saldo.
Nonostante questo riconoscimento ufficiale, la cronaca recente continua a evidenziare la lentezza del processo. Con il 2025 e il primo trasferimento (previsto per il 2023) in ritardo, la battaglia contro la burocrazia è tutt’altro che vinta. L’opera completa è vitale: come sottolineato più volte dal SAP, Belluno è l’unica città in Italia ad avere gli uffici della Polizia dislocati in ben cinque diverse sedi, con un ingente dispendio di risorse logistiche ed economiche.
L’impegno di Enti locali e Forze dell’Ordine resta quello di “essere da pungolo” affinché l’opera arrivi a compimento nel 2028, sperando che la “luce sulla Fantuzzi… non si spenga più”.
(rdn)
