
Il ritorno di De Zolt: «Sembrava non fosse passato nemmeno un giorno dall’ultima gara»
Ci sono momenti, nella carriera di ogni atleta, in cui tutto sembra complicato. Il campo, che era casa, diventa lontano e la routine, scandita da allenamenti ed emozioni, lascia spazio a fisioterapia e silenzi pieni di domande. È quello che ha vissuto Susanna De Zolt, costretta a rimanere ferma per un serio infortunio (frattura a tibia, perone, malleolo e legamenti della caviglia), che l’ha messa a dura prova sia fisicamente, sia mentalmente. Ora è tornata a disposizione della Dolomiti Bellunesi, ma non dimentica le difficoltà vissute.
«È stato impegnativo, perché non avevo mai affrontato uno stop forzato così lungo. Ci sono state le fratture, il dolore, il lungo recupero. Ma la parte più dura è stata vedere le mie compagne allenarsi mentre io non potevo farlo. E non riuscire a compiere quei gesti che fino a prima facevi con facilità». Susanna ha addirittura pensato che il ritorno fosse impossibile: «All’inizio non vedevo i risultati. Non mi sentivo nelle condizioni di poter correre, di piegare la caviglia, ma un po’ alla volta, con il lavoro, il sacrificio e la pazienza inizi a capire che si può ritornare». Il gruppo le è sempre stato vicino, l’ha appoggiata e aspettata a braccia aperte. Anche se la persona più importante è stata il suo ragazzo: «È stato il mio preparatore atletico, mental coach. Senza di lui probabilmente non sarei dove sono adesso».
Superato questo periodo delicato, domenica scorsa a Rasai De Zolt ha ritrovato il campo: «È stato tutto inaspettato e meraviglioso. Sembrava non fosse passato nemmeno un giorno dall’ultima volta. Un’emozione indescrivibile». Nonostante la gioia del rientro, le dolomitiche hanno incassato un’altra sconfitta di misura contro il Venezia, che non rende giustizia, però, a quanto visto nel terreno di gioco: «È stata una gara tutto sommato equilibrata, e forse il pareggio ce lo saremmo anche meritato. Tuttavia, ci manca ancora qualcosa: l’organizzazione c’è, stiamo crescendo, ma dobbiamo lavorare sul possesso palla e sulla finalizzazione, che al momento è uno dei nostri punti deboli». Un paio di passivi possono influire sull’umore dello spogliatoio, ma il collettivo guidato da mister Bertuzzi (il mister ha rimediato una squalifica di ben 6 giornate) è pronto a reagire: «Ovviamente non sarà facile, perché quando vieni da due risultati negativi il morale non è lo stesso. Se avessimo vinto o pareggiato – riprende De Zolt -. Però siamo consapevoli del nostro potenziale: possiamo solo fare meglio».
Domenica 26 ottobre (ore 14.30), le dolomitiche giocheranno in trasferta con il Villorba. Un match duro, con diverse ex giocatrici, ora a tinte rosanero, e un avversario che arriva a questa sfida galvanizzato da due vittorie nelle prime due giornate del campionato di Serie C femminile: «Affronteremo una formazione di livello, ma ci prepareremo bene in settimana per presentarci nelle migliori condizioni». De Zolt è uno dei pilastri del collettivo: «Devo ancora completare degli step, sarà tutto graduale. Come ho provato a fare contro il Venezia, ogni volta in cui vengo chiamata in causa, cerco di dare il massimo, di trasmettere alle più giovani la passione che ho per questo sport e che mi ha aiutata a rientrare dopo una lunga assenza. Devo migliorare, perché non sono ancora al 100 per cento. Ma cerco sempre di mettere la grinta: un aspetto che mi contraddistingue sempre».



